Bari, palazzina crollata ad Adelfia dopo una forte esplosione: due anziani dispersi tra le macerie
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Redazione Interno
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Un boato ha squarciato la mattinata ad Adelfia, comune alle porte di Bari, dove un'esplosione, verosimilmente originata da una bombola del gas, ha provocato il crollo di una palazzina di due piani in via Oberdan. La violenta deflagrazione, preceduta da un rumore assordante che è echeggiato nel centro abitato, ha scatenato un vasto incendio e sollevato una colonna di fumo scuro, la cui cima si è innalzata ben oltre i tetti circostanti, divenendo un lugubre segnale per chiunque si trovasse nei dintorni. Sul posto, infatti, sono intervenute immediatamente cinque squadre dei vigili del fuoco, coordinate per domare le fiamme e, soprattutto, per avviare le delicate operazioni di ricerca e soccorso, dato che si temeva, fin dai primi momenti, la presenza di persone all'interno dell'edifico ormai ridotto a un cumulo di detriti e travi contorte.
Le operazioni di soccorso tra i detriti
La scena che si sono trovati davanti i pompieri, affiancati dai carabinieri e da squadre di volontari, era quella di una distruzione quasi totale: la struttura, di modeste dimensioni e di vecchia costruzione, non ha retto all'onda d'urto, collassando su se stessa in un groviglio di calcinacci e mobili fracassati. Mentre gli idranti combattevano contro le ultime sacche di fuoco, i nuclei specializzati hanno iniziato a setacciare le macerie con cautela, consci del pericolo di ulteriori cedimenti, ascoltando ogni possibile richiamo e utilizzando unità cinofile per individuare punti vitali. L'ipotesi, avanzata dalle prime testimonianze e mai smentita dalle autorità, che a causare il disastro sia stata una fuga di gas da una bombola, resta al centro delle indagini degli uomini dell'Arma, i quali dovranno accertare le dinamiche precise dell'incidente, escludendo, come è prassi in simili frangenti, qualsiasi altra circostanza.
Il timore per i dispersi
Ben presto, il timore iniziale si è tramutato in una concreta e angosciante ricerca di due persone, una coppia di anziani che risiedeva stabilmente nell'appartamento al piano terra, le quali risultano disperse e presumibilmente intrappolate sotto il peso di ciò che era la loro casa. Le operazioni, dunque, hanno assunto un ritmo incessante e febbrile, scandito dal movimento dei ruspe che spostano i materiali più pesanti e dalle mani dei soccorritori che scavano con solerzia, nella speranza di trovare un varco, un segno di vita. I familiari, raggiunti sul luogo della tragedia, attendono in un silenzio carico di apprensione notizie che tardano ad arrivare, mentre il lavoro prosegue sotto gli occhi vigili dei tecnici che valutano la stabilità dei fabbricati limitrofi, alcuni dei quali hanno riportato danni minori alle vetrate e alle infissi a causa della potenza dello scoppio.
Il quadro delle indagini in corso
La dinamica dell'evento, per quanto ricostruibile in linea generale, necessita ora dei riscontri tecnici e giudiziari d'obbligo: i periti del nucleo investigativo dei vigili del fuoco e i carabinieri del comando provinciale dovranno stabilire l'esatta sequenza dei fatti, verificando lo stato dell'impianto e dei contenitori di gas, nonché la conformità dell'alloggio alle norme di sicurezza. Questi episodi, che purtroppo non sono infrequenti nella cronaca nazionale, riportano alla luce, in maniera drammatica, la questione della sicurezza degli impianti nelle abitazioni private, soprattutto in quelle di costruzione più datata, dove i controlli risultano spesso meno sistematici. Il lavoro delle forze dell'ordine, in questi casi, si intreccia inevitabilmente con quello dei soccorritori, mentre la Procura locale ha già avviato un fascicolo per disastro colposo, ipotesi di reato che verrà approfondita nei prossimi giorni, parallelamente allo svolgersi delle ricerche, che continuano senza sosta.




