Esplosione ad Adelfia, recuperati i corpi degli anziani coniugi sotto le macerie

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Redazione Interno Redazione Interno   -   I vigili del fuoco, dopo ore di ricerche condotte tra le macerie di un edificio crollato in via Oberdan, hanno rinvenuto i corpi di Rocco Lotito e Antonetta Costantini, entrambi novantenni. La conferma, giunta nel pomeriggio, è stata fornita dall’assessore comunale ai servizi sociali Biagio Cistulli, presente sul luogo della tragedia insieme alle forze dell’ordine. L’intera struttura, secondo quanto riferito dalle autorità, è stata ridotta in pezzi da due distinti e violenti boati, verificatisi a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro nella tarda mattinata. Sul posto, oltre ai soccorritori, operano i carabinieri e il pm di turno Vito Valerio, che ha avviato le indagini per accertare le cause precise di un evento, le cui prime ipotesi – come emerso dai rilievi – puntano verso una bombola del gas.

La sequenza degli eventi e il tentativo di soccorso

La dinamica dei fatti, ricostruita attraverso la testimonianza diretta di chi si è trovato a pochi metri dall’epicentro, acquista i contorni di una tragedia annunciata e impossibile da evitare. Saverio Picicci, un ufono della zona, stava rientrando a casa dopo aver parcheggiato il trattore in un garage limitrofo, quando un primo boato improvviso ha squarciato l’aria. «Ho cercato di salvare il signore perché l’ho sentito gridare aiuto da casa sua», ha raccontato, descrivendo una scena di caos totale, caratterizzata da fiamme alte e un denso fumo nero che impediva qualsiasi visibilità. Il suo tentativo di avvicinarsi per trarre in salvo la vittima è stato però bruscamente interrotto dalla seconda esplosione, un nuovo scoppio – come ha riferito – dopo il quale i gridi sono cessati, lasciando spazio a un silenzio sinistro.

Le operazioni sul posto e l’avvio delle indagini

I soccorsi, allertati immediatamente, sono stati rapidi ma dovettero affrontare una situazione di estrema pericolosità, data dall’instabilità delle macerie e dal rischio di ulteriori crolli. I pompieri, giunti con più squadre, hanno lavorato per stabilizzare il sito e per setacciare meticolosamente i detriti, un’operazione che ha richiesto tempo e cautela, fino al ritrovamento dei due corpi. L’intervento della magistratura, con il pm Valerio che ha già disposto i primi sequestri e gli accertamenti del caso, segna ora il passaggio dalla fase emergenziale a quella giudiziaria. Si dovrà stabilire, attraverso perizie tecniche e riscontri oggettivi, se all’origine dell’incidente vi sia stato un difetto dell’impianto, una dispersione di gas o un altro fattore scatenante, considerando che l’edificio, prima del cedimento, era stato sconvolto da due distinti fenomeni esplosivi.

Il quadro delle responsabilità e i precedenti

La cronaca nera, purtroppo, annovera con una certa frequenza episodi simili, spesso legati a impianti obsoleti o a manutenzioni trascurate, che si concludono con esiti fatali. Le indagini, concentrate sulle condizioni della palazzina e del suo sistema di approvvigionamento energetico, cercheranno di fare piena luce sulle responsabilità, siano esse di natura tecnica o umana. Il fatto che le vittime fossero due persone in età molto avanzata, probabilmente residenti da lungo tempo nello stesso appartamento, solleva interrogativi sulla vulnerabilità di una fascia della popolazione, la quale, per varie ragioni, può essere esposta a rischi domestici maggiori. Le autorità, nel rispetto della delicatezza della situazione, procedono senza rilasciare dichiarazioni avventate, limitandosi a confermare i dati acquisiti e a garantire il massimo impegno nelle operazioni di verifica.

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