Italia-Norvegia, le azzurre sfidano la storia: Girelli firma il vantaggio in un match ricco di emozioni
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Redazione Sport
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Lo Stade de Genève ha ospitato una serata di alta tensione, quella in cui l’Italia femminile ha affrontato la Norvegia nei quarti di finale dell’Europeo 2025. Un confronto che, fin dalle prime battute, ha tenuto col fiato sospeso chiunque lo seguisse, tra annullamenti, palle gol e un’intensità che non ha concesso tregua.
Il match, trasmesso in diretta alle 21:00, ha visto le azzurre partire con l’obiettivo chiaro: superare un ostacolo che avrebbe significato entrare nella storia del calcio femminile italiano. E dopo un primo tempo equilibrato, è stata proprio l’Italia a sbloccare il risultato al 50’. L’azione, nata da un’ottima riaggressione di Giugliano a centrocampo, ha visto Caruso servire Cantore sulla fascia destra, la cui crossata perfetta è stata deviata da Cristiana Girelli per il gol del vantaggio. Un tocco leggero ma decisivo, il suo 60° in maglia azzurra, che ha ribadito ancora una volta il suo istinto da finalizzatrice.
Pochi minuti dopo, però, un’altra emozione ha scosso la partita. Cantore, dopo un cross e una mischia in area, sembrava aver raddoppiato, ma l’arbitro Stéphanie Frappart – dopo la segnalazione dell’assistente – ha annullato tutto per un fuorigioco di Caruso nell’azione iniziale. Una decisione che ha lasciato spazio a polemiche, ma che non ha intaccato la concentrazione delle italiane, pronte a ripartire con la stessa determinazione.
Dall’altra parte, la Norvegia non è rimasta a guardare. Gaupset ha provato a sorprendere Giuliani con un tentativo da metà campo, dimostrando come la squadra scandinava fosse pronta a sfruttare ogni occasione. Ma le difese azzurre, ben schierate, hanno tenuto duro, mantenendo il vantaggio nonostante le pressioni avversarie.
Nella conferenza stampa della vigilia, il ct Soncin aveva sottolineato l’approccio delle sue giocatrici: «Ogni partita è da dentro o fuori, e le ragazze lo sanno». Una mentalità che si è vista in campo, dove ogni dettaglio è stato curato al millimetro, dalla fase di possesso alla riaggressione.




