Crolla in Cina il ponte Hongqi, appena inaugurato nel Sichuan

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Imponenti nubi di polvere, che hanno offuscato per lunghi istanti il profondo canyon, hanno segnato il repentino cedimento di una porzione del viadotto Hongqi, nella provincia del Sichuan, un evento drammatico le cui immagini hanno rapidamente solcato i confini nazionali. L'accaduto, per quanto di notevole entità, non ha causato, secondo le prime ricostruzioni delle autorità locali, la perdita di vite umane, circostanza che appare singolare considerata la portata del disastro. La struttura, la cui costruzione era stata ultimata pochi mesi or sono, rappresentava un tassello infrastrutturale di primaria importanza, avendo l'obiettivo dichiarato di unire la Cina interna all'altopiano tibetano, un collegamento strategico sotto il profilo sia economico che politico.

La cronaca del cedimento e i precedenti

Il crollo, verificatosi martedì 11 novembre, non giunge del tutto inaspettato, poiché il viadotto, la cui lunghezza complessiva ammontava a 758 metri, era stato già interessato da segnalazioni di criticità. Le amministrazioni competenti, infatti, avevano disposto la chiusura della sede stradale già il giorno precedente, a seguito della comparsa di evidenti crepe e di fenomeni di smottamento che interessavano i pendii e le strade di accesso alla maestosa opera ingegneristica. Questi segni premonitori, che ne avevano suggerito l'immediata interdizione al traffico, non sono bastati a scongiurare il collasso strutturale, il quale, sebbene parziale, ne ha compromesso irrimediabilmente l'integrità.

L'importanza strategica dell'opera

Realizzato dalla Sichuan Road & Bridge Group, un colosso dell'edilizia nazionale, e finanziato attraverso fondi statali, il ponte Hongqi si ergeva a un'altezza di 232 metri sul fondovalle, configurandosi come un'infrastruttura di grande impatto. La sua inaugurazione, celebrata solo di recente, era stata presentata come un traguardo significativo per lo sviluppo delle comunicazioni in una regione impervia, volta a facilitare i collegamenti e a stimolare la crescita economica delle aree occidentali del paese. La sua funzione, dunque, andava ben oltre la semplice viabilità, inserendosi in un disegno governativo più ampio mirato a integrare territorialmente e a potenziare economicamente regioni considerate periferiche.

Le indagini e le ripercussioni

Sebbene le autorità abbiano tempestivamente escluso la presenza di vittime, concentrandosi sulle operazioni di messa in sicurezza dell'area, l'episodio solleva inevitabili interrogativi sulla qualità dei materiali impiegati e sui criteri costruttivi adottati per un'opera di tale rilevanza e di così recente realizzazione. L'attenzione degli investigatori si sta orientando verso una meticolosa analisi delle cause tecniche che hanno condotto al cedimento, un processo che coinvolge da vicino la società costruttrice, già al centro dell'attenzione per un fallimento che appare, in queste circostanze, ancor più grave. La rapidità con cui sono insorte le fessurazioni, del resto, lascia pochi dubbi sulla presenza di vulnerabilità intrinseche nel progetto o nella sua esecuzione materiale.

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