Maturità 2026, il record di 100 e lode non cancella il divario con i test Invalsi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Secondo i dati diffusi dal Ministero dell'Istruzione e del Merito, gli studenti che hanno ottenuto la lode all'Esame di Stato del 2026 sono stati 14.123, in aumento rispetto ai 13.857 dell'anno precedente, una crescita che si inserisce in un trend ormai decennale: nel 2006, anno di introduzione della menzione di merito, erano circa 3.000, mentre nel 2016 si contavano 5.133 lodi, a dimostrazione di un fenomeno in costante espansione.

La quota dei 100 e lode sul totale dei diplomati è salita al 2,9%, ma a fronte di questo incremento si registra una diminuzione dei 100 senza lode, passati dal 7,1% del 2025 al 5,3% del 2026, con la maggior parte dei voti che si concentra nella fascia tra 61 e 80, a rappresentare il 56,1% dei casi.

Quasi la totalità degli studenti ammessi alle prove, pari al 99,8% dei candidati, ha conseguito il diploma, mentre solamente il 4,1% ha ottenuto il punteggio minimo di 60, contro l'8% di dieci anni fa, a conferma di una generale attenuazione della severità valutativa.

Il paradosso geografico: eccellenze al Sud e competenze al Nord

La distribuzione territoriale dei voti più alti restituisce un quadro che appare rovesciato rispetto ai risultati delle prove Invalsi, pubblicate a luglio 2026, con le regioni del Sud che fanno incetta di 100 e lode mentre i test standardizzati di italiano e matematica continuano a premiare gli studenti del Centro-Nord.

La Calabria e la Puglia guidano la classifica con il 6,1% di lodi ciascuna e, se si sommano anche i 100, si raggiungono rispettivamente il 16% e il 14% dei diplomati con il massimo dei voti, seguite dalla Sicilia al 4,7% e dalla Campania al 4,4%. In netto contrasto, la Lombardia registra solamente l'1% di lodi, il Veneto l'1,4% e il Piemonte l'1,6%, mentre in termini assoluti la Campania primeggia con 3.018 lodi, la Puglia con 2.104 e la Sicilia con 1.928, numeri che appaiono ancora più significativi se confrontati con i dati di dieci anni fa, quando nelle stesse regioni se ne contavano rispettivamente 713, 934 e 500. L'Umbria, nel Centro Italia, rappresenta un'eccezione con il 4,7% di lodi, avvicinandosi ai valori del Mezzogiorno, mentre il Lazio si ferma al 2,3%, e la Valle d'Aosta registra lo 0,7%, a evidenziare una marcata disparità nei criteri di valutazione tra le diverse aree del Paese.

I licei dominano la classifica, tra classico e scientifico

L'analisi dei dati per tipologia di scuola conferma il primato dei licei nell'assegnazione delle lodi, con gli istituti classico e scientifico che si distinguono per le percentuali più elevate: il classico guida la classifica con l'8% di lodi, seguito dallo scientifico al 6,1% e dall'internazionale al 6%, in leggero calo rispetto all'exploit dell'anno precedente, mentre l'incidenza complessiva dei 100 e lode nei licei è del 4,3%, a fronte dell'1,6% degli istituti tecnici e dello 0,7% dei professionali. I licei raccolgono anche il maggior numero di candidati, con 273.854 studenti ammessi, pari al 51,9% del totale di 527.607, seguiti dagli istituti tecnici con 167.136 (31,7%) e dai professionali con 86.617 (16,4%), a riflettere la struttura storica dell'offerta formativa secondaria in Italia.

A ottenere i punteggi più bassi sono invece gli studenti degli istituti professionali e tecnici: il 5,8% dei diplomati nei professionali e il 2,7% nei licei hanno ricevuto il minimo dei voti, con il 56,1% dei maturandi che si colloca nella fascia intermedia tra 61 e 80, a conferma di una distribuzione dei voti che premia in misura maggiore i percorsi liceali.

I dubbi sul valore della valutazione: il confronto con le prove Invalsi

Il paradosso più evidente emerso dai dati del 2026 è la mancata corrispondenza tra l'aumento dei voti massimi, che negli ultimi dieci anni sono quasi triplicati, e i risultati delle prove Invalsi, che segnalano una sostanziale stabilità o addirittura un calo delle competenze di base, in particolare in matematica e italiano, con un divario territoriale che nelle competenze si inverte rispetto ai voti.

Mentre al Sud si registra il maggior numero di lodi, le rilevazioni Invalsi indicano che solo il 47% degli studenti del Mezzogiorno al quinto anno delle superiori raggiunge livelli adeguati in italiano, contro il 54% del Nord, e in matematica il divario è ancora più ampio, con il 45% del Sud contro il 52% del Settentrione, una differenza che, pur assottigliandosi negli ultimi anni, permane significativa.

Il tasso di ammissione all'Esame di Stato si attesta al 96,7%, in lieve crescita rispetto al 96,5% dell'anno precedente, mentre la dispersione scolastica implicita, riferita agli studenti che giungono al diploma senza competenze adeguate, scende al 6,3%, il miglior dato mai registrato, ma resta ancora ampio lo iato tra il giudizio delle commissioni d'esame, spesso inclini a premiare con il massimo, e le rilevazioni oggettive dell'Invalsi, che restituiscono un quadro più critico delle effettive competenze degli studenti.

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