Starlink militare torna operativo in Ucraina dopo le restrizioni di SpaceX

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il sistema Starshield, la versione militare della costellazione satellitare Starlink di SpaceX, ha ripreso a funzionare in Ucraina. Lo hanno annunciato fonti del ministero della Difesa di Kiev, precisando che la connettività è stata ripristinata dopo le limitazioni imposte senza preavviso nella notte tra il 13 e il 14 ottobre. Il blocco aveva costretto diverse unità ucraine a interrompere missioni con droni proprio mentre la Russia intensificava gli attacchi sul fronte orientale e meridionale.

Il vincolo dei 160 chilometri orari

Il limite imposto da SpaceX riguardava i terminali in movimento: oltre i 160 chilometri orari, la connessione si interrompeva per intervalli compresi tra 10 e 20 secondi. Una restrizione particolarmente penalizzante per i droni d'attacco a medio raggio, che necessitano di velocità elevate durante il lancio e la fase di crociera. Secondo quanto riferito dal 7° Corpo d'assalto aviotrasportato ucraino, alcune missioni sono state annullate già nelle prime ore del 14 ottobre, mentre la logistica di prima linea e le comunicazioni tattiche subivano rallentamenti significativi.

Le responsabilità secondo Musk

Elon Musk ha respinto le accuse di aver personalmente disposto le limitazioni, sostenendo che le decisioni operative su Starshield spettano all'esercito statunitense e, in ultima istanza, al presidente Donald Trump. La distinzione tra Starlink commerciale e Starshield militare è tecnicamente rilevante: il secondo è un sistema di proprietà governativa statunitense, gestito attraverso contratti con il Pentagono. Il ripristino del servizio è stato confermato da più fonti, sebbene un operatore di droni abbia segnalato che in alcune aree la connessione rimane instabile.

Il balzo di Eutelsat in Borsa

Sul mercato azionario, la notizia delle restrizioni ha provocato un'impennata dei titoli Eutelsat, l'operatore satellitare europeo che attraverso la costellazione OneWeb è considerato l'alternativa più credibile a Starlink. Le azioni hanno chiuso la seduta del 14 ottobre con un rialzo del 23,4%, il maggiore degli ultimi sedici mesi. Il volume degli scambi ha raggiunto circa dieci milioni di titoli, quattro volte la media delle venti sedute precedenti.

Gli investitori scommettono che le esigenze di connettività militare ucraina possano parzialmente dirottare verso fornitori europei, ma gli analisti invitano alla prudenza: OneWeb dispone di circa 600 satelliti in orbita bassa contro i quasi 10.000 di Starlink, e la migrazione richiederebbe la sostituzione dei terminali esistenti.

Il contesto delle pressioni su Kiev

L'episodio si inserisce in una fase di rapporti tesi tra Washington e Kiev. La Casa Bianca ha recentemente concluso un accordo per l'importazione di gasolio russo, accompagnato da una sospensione temporanea delle sanzioni sul carburante, e ha ripetutamente sollecitato l'Ucraina a cessare gli attacchi alle infrastrutture petrolifere russe. Trump ha pubblicamente invocato un cambio alla guida ucraina, mentre il presidente Volodymyr Zelensky ha definito l'intesa sul diesel "un regalo a Putin".

Parallelamente, la difesa aerea ucraina resta in condizioni critiche: i sistemi Patriot, unici in grado di intercettare missili balistici, soffrono di una carenza globale di intercettori che ha lasciato diverse batterie inattive per settimane.

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