Israele-Irlanda, la partita si gioca fuori dal campo: fasce nere, teste chine e nessuna stretta di mano
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Redazione Sport
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Israele-Irlanda è finita 0-3, ma il risultato è l’ultimo dei dettagli. La partita di Nations League, disputata domenica sera al Nagyerdei Stadion di Debrecen, in Ungheria, è stata soprattutto una partita giocata fuori dal campo, dove i gesti hanno contato più dei gol. Alla mezz’ora di gioco l’Irlanda conduceva già per tre reti a zero, con le marcature di Troy Parrott al 13’, Adam Idah al 16’ e Jack Moylan al 25’.
Poi, per i restanti sessanta minuti, il pallone ha smesso di essere il centro della scena: nessuno scambio di maglie al fischio finale, nessuna stretta di mano prima dell’inizio, nessun gagliardetto scambiato tra i due capitani.
La Nazionale irlandese ha scelto di scendere in campo con una fascia nera al braccio in memoria delle vittime di Gaza, un segno di lutto che il ct Heimir Hallgrímsson aveva già annunciato alla vigilia. Durante l’esecuzione dell’inno israeliano, i giocatori hanno chinato il capo, con le mani dietro la schiena, in silenzio.
Il capitano Dara O’Shea ha salutato l’arbitro e gli assistenti, ma non ha teso la mano al suo omologo israeliano Manor Solomon, né ha accettato lo scambio dei gagliardetti. La decisione era stata presa dalla squadra al termine di una riunione lunga e sofferta, con un solo giocatore, il portiere Gavin Bazunu, che ha scelto di ritirarsi dalla convocazione per non partecipare né alla gara di Debrecen né a quella di ritorno in programma il 4 ottobre.
Le parole di Solomon e il precedente della FAI
Al termine dell’incontro, il capitano israeliano Manor Solomon, trequartista del West Ham ed ex Fiorentina, non ha nascosto la propria irritazione. «Se dicessi quello che penso di loro, probabilmente verrei squalificato per qualche partita», ha dichiarato ai microfoni. «Loro ci odiano e noi non li sopportiamo. Abbiamo un Paese dieci volte migliore del loro». Solomon ha poi definito la prestazione della sua squadra «una vergogna», spiegando che il primo tempo è stato «terribile» e che l’approccio alla partita è stato sbagliato.
La partita era attesa da settimane, da quando il sorteggio del gruppo B3 aveva messo di fronte Irlanda e Israele. La Federazione irlandese aveva votato a larga maggioranza per chiedere alla UEFA la sospensione della federazione israeliana dalle competizioni europee, ricevendo però una risposta negativa. La stessa FAI si era poi impegnata a disputare gli incontri, citando il rischio di sanzioni che avrebbero potuto colpire la Nazionale e la federazione stessa.
Nei giorni precedenti, oltre centosessanta atleti irlandesi avevano firmato una lettera aperta per esortare la squadra a non giocare, e una manifestazione si era tenuta davanti all’hotel della Nazionale a Debrecen.
Sul piano strettamente sportivo, la vittoria rappresenta per l’Irlanda il primo successo in questa edizione della Nations League, dopo la sconfitta all’esordio contro il Kosovo. Il gruppo B3 vede ora l’Austria in testa con sei punti, seguita da Kosovo e Irlanda a quota tre, con Israele ancora fermo a zero. La gara di ritorno, ufficialmente un incontro casalingo per l’Irlanda, è stata spostata da Dublino a Bačka Topola, in Serbia, e si giocherà a porte chiuse il 4 ottobre.
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