Capo chino all'inno, niente strette di mano, lutto al braccio: Israele-Irlanda nel segno della protesta
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Redazione Salute
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Polemiche, tensioni, poi Israele-Irlanda si è giocata. I calciatori della nazionale irlandese hanno deciso di scendere in campo per la sfida di Nations League a Debrecen, in Ungheria, ma lo hanno fatto accompagnando la scelta con una serie di gesti simbolici per protesta contro quanto sta avvenendo a Gaza.
Durante l'inno israeliano hanno tenuto il capo chino, mentre prima del fischio d'inizio non ci sono state strette di mano né con il ct Ben Simon né con i giocatori avversari.
I capitani O'Shea e Solomon si sono completamente ignorati, evitando anche il tradizionale scambio dei gagliardetti. La decisione di disputare la partita è arrivata dopo una lunga discussione interna alla squadra e una votazione fatta alla vigilia nello spogliatoio.
Il ritiro di Bazunu e la scelta della squadra
Il portiere irlandese Gavin Bazunu, rimasto fermo sulle sue posizioni, ha scelto di lasciare il ritiro e di non prendere parte alle due sfide in programma. In un comunicato diffuso sui social, il classe 2002 ha spiegato le ragioni della propria decisione: «Rappresentare il mio paese significa tutto per me. Ho il massimo rispetto per ognuno dei miei compagni di squadra, il manager, il suo staff e gli irlandesi. Tuttavia ho raggiunto una decisione che non ho preso alla leggera. Sono un uomo di forte fede e faccio del mio meglio per essere una persona di carattere e di principio, quindi sento che sarebbe sbagliato partecipare alle prossime partite contro Israele. La mia decisione si basa esclusivamente sulla mia convinzione personale che uccidere persone innocenti sia sbagliato».
Bazunu ha poi aggiunto: «È importante notare che la mia posizione non è in opposizione al popolo israeliano o alla comunità ebraica, ma contro le atrocità nella regione. Ci sono poche volte in cui hai la possibilità nella vita di difendere qualcosa di più grande e credo fermamente che questa sia una di queste». La sua assenza ha costretto il ct Heimir Hallgrimsson a nominare il difensore Jimmy Dunne come terzo portiere d'emergenza.
I gesti sul campo e il risultato
I giocatori irlandesi sono scesi in campo con una fascia nera al braccio, indossata «in riconoscimento di tutte le vite perse nel conflitto», come aveva annunciato la Federcalcio irlandese. La stessa fascia che Moylan ha poi baciato dopo aver segnato il gol dello 0-3, sancendo la vittoria per l'Irlanda.
Sul piano del gioco, la partita si è indirizzata già nel primo tempo: Troy Parrott ha sbloccato il risultato al 14', Adam Idah ha trovato il raddoppio due minuti più tardi, e Jack Moylan ha firmato il terzo gol al 25'. Nella ripresa l'Irlanda ha gestito il vantaggio senza concedere a Israele la possibilità di riaprire la partita. Al fischio finale il risultato è rimasto 3-0 per la formazione di Hallgrimsson, un successo che consente agli irlandesi di rilanciarsi nel Gruppo 3 della Lega B di Nations League.
Il contesto della partita e le reazioni
La partita si è svolta in un clima particolare: con le gare casalinghe di Israele ospitate a Debrecen, seconda città dell'Ungheria, l'atmosfera è apparsa sobria, con poche centinaia di tifosi israeliani e una manciata di sostenitori irlandesi presenti sugli spalti. L'emittente pubblica irlandese RTE ha trasmesso la partita senza studio, senza telecronaca e senza vendere spazi pubblicitari attorno alla copertura dell'evento.
La decisione della Federcalcio irlandese di far disputare la partita ha suscitato critiche anche in ambito politico. Il leader del Partito Verde, Roderic O'Gorman, ha dichiarato che l'intera dirigenza della FAI dovrebbe considerare la propria posizione, sostenendo che la situazione è stata gestita in modo catastrofico fin dall'inizio.
L'amministratore delegato della FAI, David Courell, aveva spiegato che una significativa maggioranza della squadra aveva votato per disputare l'incontro, e che l'associazione aveva preso la decisione a nome del calcio irlandese di portare a termine gli impegni in calendario.
La seconda partita tra le due nazionali è prevista per il prossimo 4 ottobre in Serbia, in un incontro che si giocherà a porte chiuse.
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