Oggi scade il termine per opporsi all’uso dei dati personali da parte di Meta per l’addestramento della sua AI

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre l’orologio avanza inesorabile verso la mezzanotte, gli utenti europei di Facebook, Instagram e WhatsApp si trovano di fronte a una scadenza cruciale: entro oggi, 27 maggio, possono ancora esercitare il diritto di opposizione all’utilizzo dei loro dati pubblici per l’addestramento dell’intelligenza artificiale di Meta. Una volta superata questa soglia temporale, il gigante di Menlo Park avrà via libera per impiegare post, commenti, foto profilo e persino reazioni – purché condivisi pubblicamente da adulti – come materiale grezzo per i suoi modelli generativi.

La mossa, basata sul principio del "legittimo interesse" previsto dal GDPR, non è passata inosservata tra gli esperti di privacy digitale. Sebbene Meta abbia reso disponibile un modulo dedicato per chi intende opporsi, è stato sottolineato come un eventuale rifiuto tardivo potrebbe rivelarsi inefficace. I dati già processati dagli algoritmi, infatti, difficilmente potranno essere estratti dal sistema una volta "digeriti". Non solo: l’azienda ha chiarito che, qualora un utente compaia in contenuti pubblicati da terzi con il consenso alla profilazione, le sue informazioni potrebbero comunque finire nel training set dell’AI.

L’integrazione di Meta AI nelle piattaforme social, annunciata a marzo, ha trasformato ogni interazione in un potenziale tassello per lo sviluppo della tecnologia. Quell’icona blu circolare su WhatsApp, ormai onnipresente e impossibile da rimuovere, è solo la punta dell’iceberg di un meccanismo che attinge a anni di condivisioni volontarie. Storie, reel e persino stati personali – se pubblici – contribuiscono a plasmare un sistema sempre più pervasivo, sollevando interrogativi sui confini tra innovazione e tutela della riservatezza.

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