Robertson ricorda Diogo Jota, mentre McTominay con una rovesciata porta la Scozia ai Mondiali
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Redazione Sport
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In una notte di pura epopea calcistica, che ha restituito un intero popolo alla massima ribalta dopo un’assenza che durava da ventotto lunghissimi anni, l’eroe indiscusso è stato lui, Scott McTominay, capace di un gesto tecnico che immediatamente i commentatori e i tifosi hanno paragonato, per potenza e spettacolarità, alla celebre rovesciata di Cristiano Ronaldo in una finale di Champions League che è rimasta nella storia. Quella giocata a Hampden Park, però, non è stata una semplice prodezza atletica; è stata la chiave che ha spalancato le porte del mondiale per la Scozia, in una partita contro la Danimarca che, terminata sul punteggio di 4-2, ha vissuto i suoi minuti più concitati e decisivi quando tutto sembrava ormai compromesso.
Un gol che cancella un'era
La vittoria, arrivata dopo un digiuno che aveva escluso la nazionale scozzese dalle fasi finali del campionato del mondo per quasi tre decadi, rappresenta molto più di un semplice successo sportivo, configurandosi piuttosto come il riscatto di un’intera generazione di appassionati. Il merito, va detto, è di una squadra che non ha mai smesso di crederci, neppure quando il risultato appariva sfuggente, con Tierney che ha avuto il merito di rimettere in partita i suoi in un momento di grande difficoltà, e McLean che, poco dopo, ha saputo ribaltare completamente le sorti dell’incontro. In mezzo a questa sequenza di eventi, folle e indimenticabile, si è inserito l’attacco aereo di McTominay, la cui rovesciata ha non solo piegato la resistenza avversaria ma ha anche simbolicamente chiuso un’era di delusioni.
L'ombra di una tragedia e un pensiero commosso
La gioia collettiva per la qualificazione, tuttavia, è stata percorsa da un filo di commozione e di ricordo, come ha rivelato il compagno di squadra Andy Robertson in dichiarazioni cariche di emotività. “Ero a pezzi, non me lo toglievo dalla testa”, ha confessato il calciatore, riferendosi al pensiero costante dell’amico e ex attaccante del Liverpool Diogo Jota, la cui tragica scomparsa, insieme al fratello, in un incidente stradale all’inizio di luglio, ha lasciato un vuoto profondo nel mondo del calcio. Robertson ha svelato di aver parlato a lungo con Jota del sogno di raggiungere insieme la fase finale mondiale, un progetto comune bruscamente interrotto dalla sorte avversa, aggiungendo con un velo di malinconia: “So che oggi mi sorriderà. Sono così felice che sia finita così”.
Il duplice mito di McTominay
La figura di Scott McTominay emerge dunque da questa serata non solo come l’artefice di un gol memorabile, ma come un leader la cui statura ormai travalica i confini del rettangolo di gioco. A Napoli, dove milita, aveva già dimostrato di essere l’uomo in grado di segnare nelle situazioni più pesanti, guadagnandosi l’affetto di un’altra piazza caldissima. In questo 2025, le sue gesta hanno magicamente unito sotto la stessa stella la realtà partenopea e quella della sua nazionale, eleggendolo a capopopolo di due tifoserie distanti ma accomunate dalla stessa, rinnovata, fiducia.




