Il nuovo veneto di Stefani: la giunta al via con un tecnico alla sanità
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Redazione Interno
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La macchina amministrativa della Regione Veneto, dopo la recente elezione, è ora formalmente composta e pronta a entrare nel vivo del suo mandato. Il presidente Alberto Stefani, nel presentare la squadra a Venezia, ha delineato una giunta che unisce elementi politici di tradizione a scelte tecniche di rilievo, una di queste destinata a governare il settore più delicato e osservato. A testimonianza dell’inizio di questa nuova fase, gli auguri di buon lavoro sono giunti immediatamente, e in modo bipartisan, da più parti: da Luca Zaia, che ha riconosciuto come la Regione «chieda molto a chi la guida» ma offra anche la possibilità di esprimere «competenze elevate e visione di governo», fino al mondo produttivo rappresentato da Confindustria Vicenza. La presidente Barbara Beltrame Giacomello, nel complimentarsi, ha sottolineato la «grande responsabilità» che attende l’esecutivo in «tempi impegnativi», esprimendo fiducia nella determinazione della nuova squadra per affrontare le prossime sfide.
La scelta del tecnico per un assessorato chiave
La nomina che più di tutte caratterizza l’esordio della giunta Stefani è senz’altro quella che riguarda la Sanità, affidata non a un politico di professione bensì a un luminare della medicina. Gino Gerosa, roveretano di nascita ma padovano d’adozione, è infatti un cardiochirurgo di fama internazionale e professore presso l’ospedale della città. La decisione di Stefani, che ha così voluto privilegiare un profilo tecnico di assoluta esperienza per un comparto complesso e spesso sotto pressione, segna una linea precisa: la gestione della salute dei veneti viene affidata a chi, della materia, conosce ogni aspetto clinico e organizzativo, in un momento in cui il sistema sanitario regionale è chiamato a rispondere a esigenze sempre più pressanti.
La composizione del gruppo di governo
Accanto a Gerosa, Stefani ha disposto gli altri assessori distribuendo le deleghe strategiche. Il ruolo di vicepresidente è stato assegnato a Lucas Pavanetto, esponente di Fratelli d’Italia, che avrà anche la responsabilità dei due capitoli fondamentali di turismo e lavoro. All’agricoltura, alla montagna e alla caccia è stato destinato Bond, mentre il veronese Diego Ruzza, dello stesso partito di Pavanetto, si occuperà della rete dei trasporti e della mobilità. Per quanto riguarda Forza Italia, la sua rappresentanza in giunta è Elisa Venturini, alla quale toccherà il delicato dossier dell’ambiente unito a quello della protezione civile, settore quest’ultimo di costante attenzione data la conformazione del territorio regionale.
Le attese del territorio e la sfida della concretezza
Oltre agli auguri istituzionali, che hanno marcato il passaggio di consegne, le parole di Confindustria Vicenza hanno implicitamente tracciato la rotta delle attese. L’auspicio, espresso da Beltrame Giacomello, è che vi sia un «focus sulle deleghe strategiche», indicando come il mondo economico si aspetti interventi mirati e capaci di intercettare sia le criticità che le opportunità di una fase definita «complessa e decisiva». La giunta, dunque, si insedia in un clima di sostanziale attesa, con l’onere di tradurre in atti amministrativi efficaci la visione annunciata e di gestire, attraverso le competenze specifiche dei suoi assessori, i numerosi fronti aperti, da quello sanitario a quello infrastrutturale, fino alle politiche per il lavoro e la valorizzazione delle imprese.




