Paola Barale e il peso della solitudine: «Mamma è morta di Alzheimer, papà le è stato vicino fino all’ultimo istante. Io probabilmente non ce l’avrò»
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Redazione Salute
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Parlare di Raz Degan o di chi le sia stato accanto, per Paola Barale, è un territorio che preferisce evitare: «le donne non sono definite da chi hanno avuto accanto», ha chiarito in un’intervista rilasciata a Vanity Fair, spiegando che l’amore, oggi, per lei non è altro che «un dolce ricordo».
A 59 anni – compiuti lo scorso 28 aprile – la showgirl racconta di provare «un grande amore per me stessa», pur ammettendo di augurarsi ancora, ogni tanto, di «scendere sotto casa e di sbattere contro qualcuno di cui mi innamorerò».
Una possibilità, quest’ultima, che definisce «molto difficile», anche per via delle esigenze che il tempo e l’esperienza hanno accumulato: «Sono diventata anche molto esigente: per quale motivo un uomo piacente dovrebbe innamorarsi di una che spacca le palle come me?».
La malattia della madre, il padre accanto fino alla fine e il timore di invecchiare da sola
Il nucleo più intimo e doloroso di questa intervista, però, affiora quando Paola Barale riavvolge il nastro della memoria fino alla perdita della madre Carla, scomparsa l’anno scorso dopo aver lottato a lungo contro l’Alzheimer.
A colpirla, in quel calvario, non è stata solo la lenta e inesorabile «scomparsa» della donna che le aveva cucito i primi vestiti per la televisione – quelli che indossava quando faceva il sosia di Madonna – ma la silenziosa resistenza del padre accanto alla moglie.
«Quando ho perso mia mamma – ha confessato – non ho potuto che pensare al fatto che mio padre, che ancora soffre per la sua scomparsa, le sia stato vicino fino all’ultimo istante».
Un esempio di dedizione assoluta, quello dei genitori rimasti insieme per quasi settant’anni, che ha acceso in lei una riflessione amara sul proprio futuro: «Avere qualcuno vicino quando non stai bene in un’età matura è qualcosa di importante, e probabilmente io non ce l’avrò…».
Il rifiuto degli stereotipi sulla menopausa e la famiglia «alternativa» con gli amici
Lontana dal voler recitare la parte della donna in attesa di essere salvata, la Barale ha però un’idea molto chiara di come intende affrontare il tempo che verrà. «Ho un sacco di amici che sono nella mia stessa identica situazione – ha rivelato –: abbiamo deciso che saremo noi la nostra grande famiglia, di vivere tutti insieme da qualche parte».
Un progetto, questo, che considera sempre meno marginale, visto che «una volta era impensabile trovare alla nostra età delle persone senza figli, ma adesso è il contrario».
Quanto alla sessualità e al presunto «tramonto» del desiderio femminile dopo la menopausa, la showgirl non ha usato giri di parole: «Mi spiace solo che, ancora oggi, una donna che va in menopausa è come se uscisse dal club: non è più desiderabile. Per gli uomini diventi quasi da scartare». Una rabbia, la sua, che esplode anche nel racconto della fine della sua esperienza a «Buona Domenica»: «Quando ho smesso, tutto è svanito per incanto», ha ricordato, riferendosi ai primi anni Duemila.
Il ritorno in tv con «Citofonare Rai2» e la lezione della bicicletta
Nonostante le ombre, la conduttrice guarda al presente con la determinazione di chi ha scelto di non restare «annoiata a casa».
Ora è tornata stabilmente sul piccolo schermo con «Citofonare Rai2» al fianco di Paola Perego, un ritorno che non le aveva nascosto qualche insidia iniziale: «Quando riprendi la bicicletta in mano dopo tanti anni sulle prime rischi di cadere, ma adesso mi sento veramente a casa».
Il programma proseguirà fino alla prima settimana di giugno, e l’idea di lasciarlo già le suscita nostalgia, ma la consapevolezza – maturata anche attraverso il dolore per la madre – è che bisogna continuare a pedalare. Del resto, come ha avuto modo di dire in altre occasioni, la sua filosofia è semplice: «O ti arrendi o vai avanti. Io scelgo la seconda strada perché mi fa vivere la vita con leggerezza».




