Paola Barale e quell’addio a “Buona domenica”: «Costanzo non fece molto per tenermi, ho pagato un prezzo altissimo»

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Quasi vent’anni dopo l’ultima volta in cui l’avevamo incrociata alla guida di un programma, e non si parla certo di reality, Paola Barale è tornata in tv. Lo ha fatto al fianco di Paola Perego, subentrando a Simona Ventura – che ha scelto di dedicarsi alla nuova edizione di “Fratello” su Canale 5 – nel timone di “Citofonare Rai 2”. Un ritorno che la stessa showgirl, in un’intervista al settimanale F, definisce quasi un «regalo che mi merito», dopo anni di lontananza dagli studi televisivi. Ma la parte più intensa del suo racconto, va detto, affonda le radici in un passato lontano, fatto di scelte controcorrente e silenzi che hanno pesato.

L’addio a “Buona domenica” e il ruolo di Maurizio Costanzo

Quando lasciò “Buona domenica”, era il 2005. Barale spiega di non essersene andata pensando di abbandonare per sempre il piccolo schermo, anzi: sentiva il bisogno di cambiare, il programma le stava stretto. E qui arriva il passaggio più interessante, una sorta di resa dei conti con la memoria. «Sono andata contro tutto e tutti», confessa, e aggiunge un dettaglio che pesa: «Maurizio Costanzo non fece molto per tenermi». Nessuna polemica esplicita, piuttosto la constatazione di una solitudine professionale, quella che l’ha portata a pagare «un bel prezzo». Un prezzo che non quantifica in termini economici, ma che traspare dalla lunga pausa – quasi due decenni – lontana dai riflettori.

Gli anni con Raz Degan, l’aborto e l’identikit del partner ideale

Nell’intervista non manca un tuffo nella vita privata. A proposito della relazione con Raz Degan, Barale usa parole chiare: «anni meravigliosi». Nessun rimpianto, semmai la consapevolezza di un amore intenso e finito. Affronta poi un tema doloroso, l’aborto, senza sovrastrutture ideologiche ma con la schiettezza di chi ha dovuto fare i conti con una scelta difficile. Quanto all’uomo ideale, la showgirl traccia un identikit lontano dai cliché: cerca qualcuno che sappia starle accanto senza soffocarla, dopo aver accumulato delusioni ma anche una gran voglia di crederci ancora. «Baciare mi piace tantissimo», dice con una leggerezza che non è superficialità, semmai un modo per tenere aperta la porta alla tenerezza.

Il ritorno in Rai e il presente senza retorica

Oggi, seduta accanto a Paola Perego, Barale sembra aver trovato uno spazio che sente suo. «Citofonare Rai 2» è un format leggero, ma per lei rappresenta molto di più: una sorta di riabilitazione pubblica, dopo anni in cui ha scelto – o è stata costretta – a stare lontana. Non parla di rivincite, né di messaggi nascosti. Semplicemente, dice che quel posto se lo è guadagnato. E lo dice con la voce di chi ha imparato a mettere da parte l’amarezza, senza però dimenticare da dove viene. Perché, lo ammette senza girarci troppo intorno, il prezzo pagato per aver detto no – per aver voluto cambiare quando tutti si aspettavano che restasse – è stato salato. Ma non lo rimpiange.

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