Milan-Como, le formazioni ufficiali del recupero: Allegri lancia Jashari, Fàbregas si affida a Nico Paz

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Trentacinque giorni dopo l’ultimo appuntamento casalingo, il Milan ritrova il prato di San Siro per un impegno infrasettimanale che vale la prosecuzione della rincorsa in classifica. La sfida contro il Como, valida come recupero della ventiquattresima giornata del campionato di Serie A Enilive, propone un confronto tra due filosofie tecniche che, seppur distanti per blasone e tradizione, condividono una certa audacia nelle scelte degli interpreti. Massimiliano Allegri, chiamato a gestire un organico ricco di alternative e qualche acciacco, ha optato per un undici che mescola l’esperienza internazionale alla freschezza atletica di chi, fino a poche settimane fa, trovava spazio con il contagocce -6.

La formazione rossonera, disposta con il consueto 3-5-2, vede Mike Maignan a presidiare i pali, con una linea difensiva composta da Fikayo Tomori, Koni De Winter e Strahinja Pavlović: il centrale belga, rientrato dopo un periodo di turnover, prende il posto di Matteo Gabbia, rifinendo un reparto che punta sulla fisicità per contenere le trame avversarie -8. L’asse portante della mediana rappresenta una delle novità più significative della serata, con Ardon Jashari — scelto per sopperire all’assenza dello squalificato Rabiot — affiancato da Samuele Ricci e dal regista per eccellenza Luka Modrić, croato che a quarant’anni continua a dettare i ritmi della manovra -1. Sulle corsie laterali spazio ai giovani, con Athekame a destra e Davide Bartesaghi a sinistra, a testimonianza di una volontà di innestare linfa vitale in un reparto che, nelle ultime uscite, aveva mostrato segni di affaticamento. In avanti, il tandem offensivo è affidato alla velocità di Rafael Leão e alla tecnica sopraffina di Christopher Nkunku, coppia che promette imprevedibilità e capacità di attaccare la profondità, lasciando inizialmente in panchina elementi del calibro di Pulisic e Füllkrug -4.

Dall’altro lato, Cesc Fàbregas risponde con un modulo che ricalca nelle intenzioni l’ambizione di dominare il possesso, seppur costretto a rinunciare ad Álvaro Morata, fermato dallo stop del giudice sportivo dopo l’espulsione rimediata contro la Fiorentina -5. La retroguardia lariana vede Jean Butez tra i pali, protetto dal terzetto composto da Ramon, Diego Carlos e Marc Kempf, uomini chiamati a reggere l’urto della pressione rossonera. In mezzo al campo, il francese Maxence Caqueret e Máximo Perrone agiscono da schermo davanti alla difesa, mentre sulle fasce Ignace Van der Brempt e Mërgim Vojvoda garantiranno spinta e copertura. La linea dei trequartisti, disposta alle spalle dell’unica punta, è affidata a Martin Baturina e allo stesso Caqueret — in una posizione più avanzata — con Nico Paz designato a fungere da riferimento offensivo nel ruolo di falso nueve o, a seconda delle fasi, di rifinitore per gli inserimenti dei centrocampisti -8. Una scelta che evidenzia la volontà di Fàbregas di non snaturare l’identità della squadra nonostante le defezioni, provando a imporre qualità e circolazione della palla anche in un contesto difficile come quello di San Siro.

Le scelte di Allegri per il centrocampo: il ballottaggio e la soluzione Jashari

La gestione della mediana ha rappresentato, alla vigilia, uno dei nodi principali per il tecnico livornese. Con Rabiot squalificato e Fofana non al meglio della condizione — tanto da ritrovarsi in panchina al fischio d’inizio — Allegri ha optato per la soluzione Jashari, centrocampista svizzero che nelle ultime settimane aveva collezionato minutaggio in modo frammentario -3. La fiducia accordatagli deriva dalla necessità di affiancare a Modrić un elemento capace di correre e rompere le linee avversarie, lasciando a Ricci il compito di cucire il gioco tra difesa e attacco. Una scelta che comporta qualche rischio in termini di esperienza, ma che risponde alla logica di mantenere freschezza atletica in una partita che, dopo il lungo stop forzato dal rinvio, potrebbe riservare ritmi altalenanti.

L’assetto del Como e la gestione dell’emergenza in attacco

Senza Morata, l’onere realizzativo ricade su un reparto riorganizzato da Fàbregas. La presenza di Nico Paz alle spalle della linea mediana, più che come punta pura, suggerisce una volontà di tenere il pallino del gioco e di inserire i centrocampisti al momento opportuno, sfruttando gli spazi che il Milan potrebbe lasciare nella fase di spinta degli esterni. Baturina e Caqueret, con licenza di accompagnare l’azione, dovranno essere bravi a proporsi senza palla, mentre sulla trequarti l’ex Real Madrid Paz è chiamato a inventare e a cercare la conclusione personale -5. La panchina offre alternative come Douvikas e Da Cunha, utili per variare lo spartito nella ripresa, ma l’impostazione iniziale lascia intendere che la squadra lariana non intenda rinchiudersi in area, provando invece a giocarsela a viso aperto.

Le panchine e le possibili variazioni nel corso della gara

Entrambi gli allenatori dispongono di risorse importanti da gettare nella mischia quando la partita entrerà nel vivo. Allegri, in particolare, può contare sul ritorno a disposizione di Pulisic e sulla fisicità di Loftus-Cheek, oltre alla possibilità di inserire Gabbia qualora fosse necessario blindare il risultato -6. Fofana, inizialmente ai box, potrebbe rappresentare l’arma per dare maggiore sostanza alla mediana nella ripresa, qualora Jashari dovesse calare alla distanza. Sul fronte opposto, Fàbregas tiene in serbo elementi come Da Cunha e Douvikas per rinfrescare il reparto avanzato, con la speranza che la qualità di Paz possa fare la differenza anche quando l’agonismo prenderà il sopravvento sulla tecnica. Il recupero della ventiquattresima, in definitiva, offre spunti tattici non banali, con due tecnici che, per motivi diversi, hanno scelto di affidarsi a interpreti magari meno esperti ma funzionali a un’idea di partita che, si spera, non tradisca le attese.

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