Pasqua a Gerusalemme, tra speranza e restrizioni: patriarchi denunciano le tensioni
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Redazione Esteri
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In un contesto segnato da conflitti e restrizioni, la Pasqua a Gerusalemme si è celebrata sotto stretti controlli militari, con accessi limitati ai luoghi sacri e pochissimi pellegrini. I patriarchi greco-ortodosso Teofilo III e latino Pierbattista Pizzaballa hanno ribadito un messaggio di speranza, definendola «fondata su fatti», mentre la città, divisa tra tensioni politiche e religiose, viveva una delle festività più importanti del cristianesimo in modo ancor più sobrio del solito.
I valichi di accesso, controllati dall’esercito israeliano, sono rimasti aperti solo per brevi finestre orarie, spesso non comunicate in anticipo, rendendo quasi impossibile per molti cristiani dei Territori palestinesi raggiungere i luoghi di culto. Nei giorni precedenti la Veglia pasquale, inoltre, sono circolati video che mostravano momenti di tensione tra militari e fedeli alla basilica del Santo Sepolcro, dove alcuni tentativi di sgombero – secondo fonti locali – avrebbero rischiato di degenerare in scontri.
Nel messaggio congiunto diffuso prima delle celebrazioni, i patriarchi e i capi delle Chiese di Gerusalemme hanno evocato la risurrezione come simbolo di rinascita, sottolineando come «la luce di Cristo dissolva le tenebre» anche in un momento storico segnato da guerre e violenze. «Crediamo che Gesù, con la sua morte, abbia portato fisicamente il peso della nostra caduta», si legge nel testo, che però non fa diretto riferimento alle attuali difficoltà logistiche e politiche.
A Gaza, dove la presenza cristiana è minoritaria ma radicata, padre Ibrahim Faltas, francescano e direttore delle scuole della Custodia di Terra Santa, ha parlato di una Pasqua vissuta come «rinascita», nonostante le condizioni di vita sempre più difficili. Religioso di lunga esperienza, già parroco a Betlemme e responsabile dello Status Quo della basilica della Natività, Faltas ha ribadito l’importanza di mantenere viva la fede in un territorio lacerato da anni di conflitti.




