Trump vuole un oceano con il suo nome: Atlantico o Pacifico
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Donald Trump vuole dare il proprio nome a un oceano, scegliendo tra l'Atlantico e il Pacifico. Il presidente degli Stati Uniti ha lanciato la proposta durante un comizio elettorale a Clarksville, in Tennessee, il 10 ottobre, suggerendo due possibili denominazioni: «Oceano Trump» oppure «Oceano degli Americani». L'idea è stata presentata davanti ai sostenitori con l'obiettivo dichiarato di realizzare il cambiamento prima della conclusione del suo mandato alla Casa Bianca. Per il momento si tratta di una proposta avanzata pubblicamente, non di una decisione formalizzata attraverso un provvedimento presidenziale.
La proposta durante il comizio e il riferimento a un fiume
Il presidente ha introdotto l'argomento richiamando i cambiamenti geografici già promossi dalla sua amministrazione. «Abbiamo il Golfo e un bellissimo lago», ha esordito, raccontando che qualcuno gli aveva suggerito di aggiungere anche un corso d'acqua e una distesa oceanica all'elenco delle nuove denominazioni. Da qui l'ipotesi di intervenire su uno dei due grandi oceani che bagnano le coste statunitensi. «Potremmo chiamarlo Oceano Trump o Oceano degli Americani, qualcosa del genere», ha affermato, tra le risate e gli applausi del pubblico. Nel discorso non ha indicato una preferenza definitiva né illustrato una procedura amministrativa per attuare la proposta.
Il capo della Casa Bianca ha insistito anche sulla necessità di individuare un fiume da ribattezzare, escludendo però il fiume Hudson. La precisazione è arrivata mentre passava in rassegna i luoghi geografici sui quali avrebbe potuto intervenire. Il riferimento al nuovo oceano è stato accompagnato da un'indicazione temporale: «Prima che me ne vada, penso che dovremmo avere un oceano». Trump non ha specificato quale amministrazione o organismo dovrebbe occuparsi concretamente dell'eventuale modifica, né ha presentato un documento che ne definisca i confini o l'applicazione sulle carte geografiche.
Dal Golfo del Messico al lago Ontario: i precedenti
La proposta arriva dopo una serie di iniziative con cui il presidente ha già modificato la nomenclatura geografica utilizzata dalle autorità federali americane. Il precedente più noto risale al 20 gennaio 2025, giorno del suo ritorno alla presidenza, quando firmò l'ordine esecutivo 14172, intitolato «Restoring Names That Honor American Greatness». Il provvedimento disponeva l'adozione della denominazione «Golfo d'America» al posto di «Golfo del Messico» per l'area della piattaforma continentale statunitense descritta nel decreto. Il testo incaricava il segretario dell'Interno di adottare le misure necessarie per aggiornare i riferimenti ufficiali, coinvolgendo il sistema federale responsabile dei nomi geografici.
Il 9 febbraio dello stesso anno, la Casa Bianca proclamò anche il «Gulf of America Day», dedicando una giornata alla nuova denominazione. L'iniziativa fu presentata dall'amministrazione come un riconoscimento dell'importanza storica ed economica di quell'area per gli Stati Uniti. L'adozione americana del nuovo nome non comportava tuttavia un obbligo per gli altri Paesi di abbandonare quello tradizionale. Anche i servizi cartografici digitali hanno affrontato la questione, con Google che ha adottato la nuova dicitura per gli utenti statunitensi, mantenendo differenze di visualizzazione in base all'area geografica.
Un altro intervento ha riguardato il lago Ontario, condiviso tra Stati Uniti e Canada. Il 27 agosto 2026 il presidente ha firmato nello Studio Ovale un ordine esecutivo per introdurre la denominazione «Lago d'America» nel sistema geografico ufficiale statunitense. L'incarico di aggiornare il Geographic Names Information System è stato affidato al segretario dell'Interno Doug Burgum. La decisione è arrivata durante una fase di tensioni commerciali tra Washington e Ottawa. La modifica riguarda la nomenclatura adottata dagli Stati Uniti e non impone alle autorità canadesi di utilizzare il nuovo nome.
Perché cambiare il nome di un oceano è diverso
L'eventuale rinomina dell'Atlantico o del Pacifico avrebbe una portata geografica differente rispetto ai precedenti provvedimenti. Entrambi gli oceani si estendono lungo le coste di numerosi Stati e comprendono acque sottoposte a giurisdizioni nazionali diverse, oltre ad ampie zone di alto mare. Un ordine della presidenza americana potrebbe incidere sulle denominazioni impiegate dalle proprie agenzie federali, ma non sarebbe sufficiente a imporre universalmente il nuovo nome. L'uso internazionale dei toponimi coinvolge infatti autorità cartografiche, istituzioni e governi che non dipendono dalle decisioni della Casa Bianca.
La politica di revisione dei nomi geografici aveva già interessato anche l'Alaska. Con il provvedimento firmato all'inizio del secondo mandato, Trump aveva disposto il ripristino del nome Monte McKinley per la montagna conosciuta come Denali, cancellando la scelta adottata dall'amministrazione di Barack Obama nel 2015. Il cambiamento riguardava una denominazione legata anche alla storia e alle tradizioni delle popolazioni native dell'area. L'ordine presidenziale prevedeva inoltre una revisione delle nomine nell'organismo federale incaricato della standardizzazione dei nomi geografici, il Board on Geographic Names.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
