Trump propone di ribattezzare un oceano: "Oceano Trump" o "delle Americhe"
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Redazione Esteri
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Durante un comizio a Clarksville, in Tennessee, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha prospettato l'idea di ribattezzare l'Oceano Atlantico o l'Oceano Pacifico con il nome di "Oceano Trump" oppure "Oceano delle Americhe". La proposta è arrivata al termine di un ragionamento che il capo della Casa Bianca ha sviluppato davanti al pubblico, partendo dal Golfo del Messico e passando per un lago, fino ad arrivare alla necessità, secondo la sua ricostruzione, di un fiume e di un oceano a cui dare un'identità americana.
Il ragionamento esposto durante il comizio
«Prima di lasciare la carica, ritengo che dovremmo avere un oceano. E abbiamo bisogno di un grande fiume. Ora, non intendo cambiare il nome del Mississippi», ha detto Trump, spiegando di avere già in mente un possibile nuovo battesimo per una delle due maggiori distese d'acqua che bagnano le coste statunitensi. «Abbiamo il Golfo e un bellissimo lago. Hanno detto che ora ci servono un fiume e un oceano. Potremmo chiamarlo Oceano Trump o Oceano degli Americani. Qualcosa del genere... Dobbiamo farlo. Dovremmo farlo prima che io me ne vada», ha aggiunto il presidente, lasciando intendere che l'operazione dovrebbe concludersi entro la scadenza del suo mandato.
I precedenti: dal Golfo del Messico al lago d'America
Non si tratta del primo intervento di questo tipo da parte di Trump sul piano della toponomastica. Lo scorso anno il presidente aveva già promosso il cambio di denominazione del Golfo del Messico in "Golfo d'America", una modifica che aveva suscitato ampio dibattito e che ora costituisce il precedente diretto della nuova proposta.
A quel cambiamento si era aggiunta, nel corso dello stesso periodo, l'etichetta di "lago d'America" riferita a una delle principali distese lacustri del continente, in un percorso che il presidente sembra intenzionato a estendere ulteriormente, arrivando questa volta a uno degli oceani che lambiscono gli Stati Uniti.
Le reazioni e il contesto della proposta
L'uscita del presidente è stata ripresa da diverse testate internazionali, che l'hanno inquadrata nel filone delle provocazioni trumpiane sul piano simbolico e geografico. La proposta, avanzata in un contesto di comizio e non attraverso un atto formale, non è al momento accompagnata da alcun documento ufficiale o procedura amministrativa avviata.
Va ricordato che la denominazione degli oceani è stabilita a livello internazionale attraverso organismi come l'Organizzazione Idrografica Internazionale, che coordina la nomenclatura delle acque marine a livello globale, e che un eventuale cambio unilaterale da parte degli Stati Uniti riguarderebbe la cartografia e i documenti ufficiali statunitensi, senza modificare automaticamente le denominazioni riconosciute a livello internazionale.
La portata simbolica della proposta
La proposta di ribattezzare un oceano si inserisce in una tendenza del presidente a intervenire su nomi geografici consolidati, trasformandoli in strumenti di rivendicazione identitaria. Il riferimento a un "Oceano delle Americhe" o a un "Oceano Trump" evoca, nella formulazione scelta dal presidente, un'affiliazione diretta tra le grandi distese d'acqua e gli Stati Uniti, in continuità con le scelte compiute in passato sul Golfo del Messico e sul lago.
Durante il comizio, Trump ha anche accennato alla volontà di avere un fiume a suo nome, pur precisando di non voler modificare la denominazione del Mississippi, il principale corso d'acqua che attraversa il Paese.
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