Elisabetta Cocciaretto si riprende Hobart e ritrova la via del successo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nella notte che ha separato l’Australia dall’Italia, mentre a Melbourne si cominciavano ad accendere i riflettori sulla prima “major” della stagione, Elisabetta Cocciaretto ha compiuto un passo decisivo, e in qualche modo liberatorio, nelle acque più temperate della Tasmania. Scegliendo di raccontare la sua settimana con l’aggettivo “inaspettata”, la tennista di Ancona ha forse voluto sottolineare l’assenza di un peso sulle spalle, quella libertà che spesso precede le imprese più significative. La sua cavalcata nell’Hobart International, un torneo Wta 250 dal montepremi di 283.347 dollari, è stata infatti un percorso quasi senza intoppi, condotto con una sicurezza di mezzi e una lucidità tattica che sembravano ormai un retaggio del passato. Arrivata attraverso le qualificazioni, ha perso un solo set in sette incontri, costruendo match dopo match una solidità che in finale è apparsa incrollabile.

Un finale gestito con freddezza e precisione

Dall’altra parte della rete, ad attenderla per l’atto conclusivo, c’era una delle rivelazioni più acclamate del nuovo anno, la statunitense Iva Jovic. Teenager già stabilmente piazzata al trentesimo posto del ranking mondiale e terza favorita del tabellone, Jovic rappresentava il banco di prova ideale per misurare il valore di questa rinascita. Cocciaretto, classe 1999 e attuale numero 80, ha risposto con un’esibizione di controllo, lontana dagli sbalzi di concentrazione che talvolta ne hanno caratterizzato il gioco. I due parziali, entrambi chiusi sul 6-4, non lasciano spazio a dubbi interpretativi: è stata una vittoria netta, ottenuta sfruttando al meglio la propria esperienza e imponendo ritmi che l’avversaria, nonostante il talento indiscutibile, non è riuscita a scardinare. Un dettaglio, fra i tanti, completa il quadro: quello stesso torneo, due anni prima, l’aveva vista uscire sconfitta in semifinale; oggi, invece, il trofeo è suo.

Il secondo Titolo dopo l’exploit di Losanna

Quello di Hobart non è un trionfo isolato, bensì il sigillo su un percorso di crescita che, dopo l’esplosione a Losanna nel 2023 – dove conquistò il suo primo titolo Wta – aveva conosciuto una fase di stasi. Il tennis della marchigiana, basato su un rovescio a due mani potente e su una notevole mobilità, ha ritrovato in Tasmania la sua espressione più compiuta, quella che le permette di alterare gli schemi delle rivali e di difendere con ostinazione il proprio servizio. La vittoria, del resto, arriva in un momento cruciale del calendario, a pochi giorni dall’inizio dell’Australian Open, e assume inevitabilmente il sapore di un messaggio lanciato non solo a se stessa, ma all’intero circuito. Dimostra, soprattutto, di saper gestire la pressione delle occasioni importanti, trasformando un’occasione mancata in un ricordo lontano.

La prospettiva verso il major australiano

Le parole rilasciate a caldo dopo il match, sebbene improntate a una legittima cautela, tradiscono una consapevolezza diversa. Affrontare un torneo “Grande” come quello che inizierà a Melbourne, come ha sottolineato la stessa Cocciaretto, richiederà concentrazione massima e la capacità di dare il meglio. Tuttavia, arrivarci con sette vittorie consecutive alle spalle, con la fiducia ritrovata e con la conferma di poter battere giocatrici di altissimo livello, costituisce un bagaglio di cui pochi possono disporre. Il suo cammino, adesso, non si misura soltanto in punti ranking o in premi in denaro, ma nella concretezza di un gioco che, quando trova la sua armonia, può diventare scomodo per chiunque. La stagione, cominciata nel migliore dei modi, ha ora un punto di riferimento solido da cui ripartire.

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