Cocciaretto ritrova la gioia a Hobart e prepara la sfida agli Australian Open
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Redazione Sport
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Nella notte silenziosa dell’Australia, mentre in Italia si dormiva, Elisabetta Cocciaretto ha chiuso un cerchio. A Hobart, capitale della Tasmania, la tennista marchigiana ha sollevato il trofeo dell’International dopo una finale condotta con quella freddezza che, in passato, era sembrata a volte sfuggirle di mano. Il successo per 6-4, 6-4 sulla giovane statunitense Iva Jovic, pur essendo un torneo Wta 250, ha un peso specifico che va ben oltre il ranking e il montepremi: è la prova di un equilibrio ritrovato, il sigillo su una settimana di lavoro quasi perfetto, gestito con la pazienza di chi ha imparato a sciogliere i nodi uno alla volta.
Un percorso senza intoppi dalle qualifiche al trionfo
Partita dalle qualificazioni, Cocciaretto ha costruito il suo cammino senza concedere quasi nulla agli avversari, perdendo un solo set in sette match disputati. Un dato, questo, che parla di una preparazione solida e di una condizione atletica ottimale, raggiunta dopo un periodo di lavoro lontano dai riflettori. La finale contro Jovic, teenager già saldamente piazzata nel top trenta e terza favorita del tabellone, era attesa come un esame di maturità: l’italiana, attualmente numero 80 del mondo, lo ha superato gestendo i momenti decisivi con uno scatto in più, sia nel servizio che negli scambi da fondo campo, senza lasciarsi tentare da soluzioni azzardate.
Il peso di un percorso e il sapore di un riscatto
La vittoria in Tasmania assume, del resto, una connotazione particolare se si guarda alla storia recente della tennista. Proprio a Hobart, due anni fa, Cocciaretto aveva perso una finale che sembrava a portata di mano; una sconfitta che, in quel momento, aveva rappresentato un punto fermo su cui riflettere a lungo. Tornarci e vincere, dunque, non è un semplice capitolo di inizio stagione: è la chiusura di un conto in sospeso, un’operazione di pulizia mentale che le consentirà di affrontare con passo più leggero il tour. “Questa settimana è stata davvero inaspettata”, ha ammesso lei stessa a fine partita, sottolineando come si fosse presentata al via “senza avere aspettative”, con l’unico obiettivo di accumulare ore di gioco utili.
Lo sguardo è già rivolto a Melbourne
Ora, però, il calendario impone un salto di qualità immediato. Il trofeo di Hobart, il secondo in carriera dopo quello di Losanna conquistato nel 2023, arriva a pochi giorni dall’inizio dell’Australian Open, uno dei quattro Major. L’impatto con un tabellone più denso di nomi illustri e di tensioni sarà un banco di prova diverso, sul quale Cocciaretto dovrà spendere la sicurezza ritrovata. “Saranno difficili”, ha anticipato riguardo ai match di Melbourne, “proverò a rimanere concentrata e a dare il mio meglio”. Una dichiarazione semplice, che nasconde la consapevolezza di aver messo a punto, nella remota Tasmania, gli strumenti per non essere solo una comparsa nel grande circo del tennis mondiale.




