Borse europee in ripresa nonostante Oracle, dopo il taglio della Fed

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le principali piazze finanziarie del Vecchio Continente, dopo un avvio titubante, hanno chiuso la sessione dell’11 dicembre in territorio positivo, scegliendo di privilegiare le indicazioni di politica monetaria giunte da oltreoceano piuttosto che i timori, pur concreti, riaccesi dalle performance deludenti di un colosso tecnologico. Un atteggiamento che, se da un lato conferma la ricerca di un equilibrio dopo settimane di volatilità, dall’altro evidenzia come il sentiero dei rialzi sia tutt’altro che lineare e costantemente esposto a contraccolpi settoriali.

Il monito di Oracle e l'ombra sull'intelligenza artificiale

A gettare un’ombra sull’umore dei trader, infatti, erano stati i conti trimestrali di Oracle, la cui pubblicazione ha preceduto di poche ore l’apertura dei mercati europei. I risultati, inferiori alle attese degli analisti, hanno provocato un crollo a doppia cifra del titolo nella contrattazione extra oraria a Wall Street, riaccendendo con forza quelle preoccupazioni – mai del sopite – circa una possibile sopravvalutazione degli investimenti nel settore dell’intelligenza artificiale. Quel comparto tecnologico, che per mesi ha trainato i rialzi, si è dunque rivelato ancora una volta fonte di nervosismo, dimostrando come la sua crescita, sebbene ritenuta epocale, non sia immune da battute d’arresto e deludenti frenate.

La risposta della Fed e lo scenario macroeconomico

A controbilanciare queste pressioni, però, sono arrivate le decisioni della Federal Reserve, attese e infine concretizzatesi in un taglio dei tassi di interesse di 25 punti base. L’intervento della banca centrale americana, guidata da Jerome Powell, non ha riservato sorprese nella sua entità ma ha comunque delineato uno scenario futuro di cui il mercato ha colto gli aspetti accomodanti. Le dichiarazioni del governatore, le quali hanno lasciato intendere la possibilità di un’ulteriore riduzione del costo del denaro già nel corso del prossimo anno, unite a previsioni di crescita riviste al rialzo per l’economia statunitense, hanno fornito agli investitori un argine contro l’ondata di pessimismo settoriale. Di qui, la scelta di molti di concentrarsi sul quadro generale piuttosto che sui singoli episoci, per quanto significativi.

Il quadro delle contrattazioni in Europa

In questo contesto, le performance delle singole Borse hanno mostrato andamenti differenziati, sebbene tutti orientati al rialzo. Piazza Affari ha recuperato lo scorso terreno, con l’indice Ftse Mib che ha guadagnato mezzo punto percentuale, trainato da settori come quello del lusso – con performance notevoli – e nonostante le evidenti difficoltà incontrate dai titoli tech. Parigi e Francoforte hanno registrato avanzamenti consistenti, mentre Madrid si è distinta come la piazza più vivace della giornata, facendo segnare il rialzo più ampio tra le principali. Questa reazione complessivamente positiva, se da un lato smentisce le paure di un immediato effetto contagio dai titoli tecnologici statunitensi, non cancella affatto le incertezze di fondo, rimandando a un flusso di dati macroeconomici – a cominciare da quelli sul mercato del lavoro – il compito di dare una direzione più stabile e duratura ai listini.

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