Proteste nelle scuole in Francia, incendiato un liceo a Nantes: oltre 600 arresti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La mobilitazione degli studenti delle scuole superiori francesi ha superato la soglia della prima settimana, trasformandosi in un fenomeno nazionale che giovedì 1 ottobre ha coinvolto centinaia di istituti in tutta la Francia, dalle periferie parigine alle città di provincia, con un bilancio provvisorio di oltre 600 persone arrestate e più di cento feriti tra studenti, personale scolastico e forze dell'ordine.

Quella che era iniziata come una protesta contro la mancanza di insegnanti e le classi sovraffollate si è progressivamente allargata, assumendo i contorni di una contestazione più ampia che investe le condizioni materiali degli edifici scolastici, la gestione dei trasporti pubblici e, sullo sfondo, la stagione politica francese a pochi mesi dalle elezioni presidenziali.

L'incendio al Nelson Mandela e le tensioni nelle città

Il caso più grave si è registrato a Nantes, dove il liceo Nelson Mandela è stato evacuato dopo che un incendio è divampato nell'atrio dell'edificio durante il blocco dell'istituto. Secondo quanto riferito dalla proviseure adjointe Gaëlle Cordier all'AFP, si è trattato di un incendio volontario, le cui origini non sono state precisate, che si è propagato dalla facciata prima di essere domato dai vigili del fuoco. La struttura, situata sull'isola di Nantes, accoglie oltre 1.700 tra studenti e studenti universitari.

Nella stessa città, altri due istituti hanno subito incendi, portando a nove gli edifici danneggiati nel dipartimento della Loira Atlantica, con diciotto persone fermate dalle forze dell'ordine.

L'aggressione di Marsiglia e la denuncia della Regione

A Marsiglia la situazione è degenerata davanti al liceo Victor Hugo, dove il preside, il vicepreside, la segretaria generale e un altro responsabile dell'équipe scolastica sono stati aggrediti all'interno dell'istituto e cosparsi di benzina. La Région Provence-Alpes-Côte d'Azur, che ha diffuso una nota per denunciare l'accaduto, ha parlato di un "cap inacceptable" superato, annunciando che il personale ha confermato l'intenzione di sporgere denuncia.

Sempre nel capoluogo provenzale, davanti al liceo Saint-Exupéry, un gruppo di manifestanti ha accerchiato e incendiato un camion dei vigili del fuoco. La stessa amministrazione regionale ha chiesto l'identificazione immediata dei responsabili e "poursuites pénales exemplaires" per i responsabili delle violenze.

I numeri di una mobilitazione diffusa

Secondo i dati diffusi dalle autorità, giovedì mattina erano in corso 340 azioni davanti ai licei, con 169 blocchi conteggiati. In Île-de-France oltre 200 istituti risultavano interessati da agitazioni, di cui una cinquantina teatro di violenze e danneggiamenti. Le università hanno aderito al movimento con una trentina di campus bloccati, mentre i collèges hanno iniziato a mobilitarsi in alcune regioni, come nel Rodano dove la prefettura ha contato cinque istituti coinvolti.

Il bilancio complessivo delle ultime due giornate parla di 625 arresti, 83 feriti tra le forze dell'ordine e oltre 30 tra studenti e personale scolastico, a cui si aggiungono i 76 feriti segnalati nelle ore precedenti.

Le rivendicazioni e il contesto politico

All'origine del movimento, partito il 21 settembre dal liceo Saint-Exupéry di Créteil con una protesta sulla mancanza di insegnanti, ci sono rivendicazioni concrete: classi con oltre 30 studenti, edifici degradati con infiltrazioni d'acqua e impianti di riscaldamento inefficienti, orari incoerenti. Una studentessa del liceo Gutenberg di Créteil ha raccontato a Franceinfo delle "fenêtres et des portes cassées qui peuvent être dangereuses", con l'acqua che filtra all'interno durante le piogge.

Il movimento ha ricevuto il sostegno di La France Insoumise, con Jean-Luc Mélenchon che ha invitato eletti e militanti a interporsi tra le forze dell'ordine e i liceali, mentre il Primo Ministro Sébastien Lecornu ha convocato una cellula interministeriale di crisi al ministero dell'Interno e il ministro dell'Educazione Edouard Geffray ha annunciato l'apertura di una piattaforma di concertazione aperta a tutti gli studenti.

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