Proteste in Francia, oltre 470 arresti a Parigi per il movimento “Blocchiamo tutto”
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Redazione Esteri
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La Francia è nuovamente scossa da un'ondata di manifestazioni, organizzate dal movimento "Bloquons Tout", che ha portato a più di 470 arresti secondo i dati forniti dal ministero dell'Interno. Di questi, circa duecento sono stati eseguiti nella sola capitale Parigi, con numeri che, come prevedibile, sono tuttora in evoluzione man mano che le forze dell'ordine continuano le operazioni.
Nato durante l'estate nella sfera digitale, il movimento è sceso in piazza per contestare con veemenza i tagli alla spesa pubblica decisi dal presidente Emmanuel Macron. La protesta, il cui obiettivo dichiarato è paralizzare le infrastrutture – dai binari ferroviari alle scuole, fino agli ospedali – si configura come un grido di rabbia radicale e generico, alimentato da uno strumento potente come il web e cavalcato da una base mediamente più giovane e istruita rispetto a quella dei "gilet gialli".
Blanche Leridon, politologa e direttrice editoriale dell’Institut Montaigne, osserva come la nomina di figure come Sébastien Lecornu rischi di "esasperare ulteriormente la collera". Il movimento, come lei stessa sottolinea, possiede una connotazione più marcatamente politica rispetto al passato, con una forte presenza della sinistra radicale e dei suoi elettori, segnando una significativa evoluzione nel panorama del dissenso sociale francese




