Parigi in fiamme, duecento arresti nel giorno del «Blocchiamo tutto»
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Redazione Esteri
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La capitale francese, dopo una notte di tensioni e disordini che hanno toccato il loro apice nelle ore serali, si è risvegliata con le ferite di una protesta che, sebbene annunciata, ha comunque colto impreparate ampie fasce della cittadinanza. I gruppi di attivisti, organizzati sotto la bandiera della mobilitazione nazionale «Bloquons Tout», hanno dato vita a una serie di azioni coordinate il cui obiettivo primario era paralizzare il cuore pulsante di Parigi, dal quale si sono irradiati verso altri centri urbani del paese.
Gli scontri più violenti, che hanno portato all’arresto di oltre duecento persone, si sono concentrati attorno a snodi nevralgici della città; tra questi, la Gare de Lyon, dove circa quattrocento manifestanti sono riusciti a penetrare temporaneamente, e la Gare du Nord, teatro di tafferugli tra individui in tenuta black bloc – con il volto coperto da passamontagna – e reparti di polizia schierati in assetto antisommossa. La risposta delle forze dell’ordine, che non hanno esitato a fare ricorso a lacrimogeni per disperdere gli assembramenti più aggressivi, è stata immediata e, stando alle prime ricostruzioni, mirata a scongiurare danni maggiori.
Le conseguenze della giornata di protesta, che aveva tra i suoi scopi dichiarati quello di bloccare il traffico e le attività economiche, si sono riverberate anche sul comparto culturale, costringendo alla chiusura straordinaria di alcune sale del Museo del Louvre e, in modo ancor più significativo, del Museo nazionale Eugène Delacroix, che resterà inaccessibile fino a nuovo avviso. La direzione del Louvre, tramite un annuncio diffuso sui social network, ha precisato che i rimborsi per i biglietti già acquistati saranno gestiti in automatico, cercando così di limitare il disagio per i visitatori.




