Rayman Legends Retold, il ritorno su console del platform iconico si fa in 3d (ma non troppo)
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Nel corso dell'ultimo State of Play di giugno, quello che probabilmente era uno dei segreti peggio custoditi degli ultimi mesi nell'ambiente videoludico, è stato infine ufficializzato: Rayman, il celebre eroe senza arti creato da Michel Ancel, si appresta a tornare sugli schermi di casa con un'operazione che mescola nostalgia e ambizione.
Dopo anni di apparizioni come comparsa – si pensi al DLC di "Mario + Rabbids: Sparks of Hope" – il personaggio più iconico di Ubisoft si ripresenta al pubblico con "Rayman Legends Retold", un remake del celebre capitolo del 2013 che noi abbiamo avuto l'opportunità di testare in anteprima per circa due ore, sufficienti a farsi un'idea piuttosto chiara della direzione intrapresa dagli sviluppatori.
Una transizione dalla bidimensionalità al 2.5d che (quasi) non tradisce le attese
La scelta più radicale, quella che salta all'occhio ancor prima di afferrare il controller, riguarda l'estetica: l'inconfondibile tratto bidimensionale che aveva reso immortale il titolo originale viene qui ripensato in una veste tridimensionale, seppur all'interno di un contesto di gioco sostanzialmente ancorato alla bidimensionalità del level design. L'operazione, gestita con la collaborazione degli studi di Montpellier e Milano, rappresenta una scommessa non da poco.
Da un lato, l'utilizzo del motore grafico Snowdrop garantisce un'illuminazione dinamica e una profondità di campo prima inimmaginabili; dall'altro, la fedeltà al feeling originale è preservata da un'astuta soluzione tecnica che permette al vecchio framework UbiArt di continuare a funzionare "sotto la superficie", gestendo la logica di gioco, le collisioni e la precisione dei movimenti che hanno reso celebre la serie. In pratica, il cuore pulsante del gameplay è rimasto intatto, mentre la pelle è stata completamente ridisegnata.
Nei livelli che abbiamo percorso, la transizione appare riuscita: l'eroe risponde ai comandi con la stessa reattività di un tempo, anche se la maggiore ricchezza visiva a volte gioca un brutto scherzo, rendendo leggermente più difficile la lettura degli ostacoli in lontananza o nascondendo qualche piccolo nemico tra le fronde ridisegnate.
Le novità strutturali tra draghi, dialoghi e un sesto regno inedito
Non si tratta, tuttavia, di una semplice rinfrescata estetica. "Rayman Legends Retold" introduce elementi di gameplay completamente nuovi, pensati per amalgamare l'esperienza e restituire un senso di avventura più coeso rispetto alla struttura a "livelli separati" dell'originale. La novità più evidente, tra quelle che abbiamo potuto provare, è costituita dalle sequenze di volo sul dorso di un dragone.
Si tratta di fasi su binari, dal sapore decisamente arcade (qualcuno le ha paragonate allo "Star Fox" dei tempi d'oro), che collegano i vari biomi e offrono una pausa dalla piattaforma precisione richiesta nei livelli standard. La prima impressione è di leggero straniamento, dovuto principalmente a una telecamera che non sempre segue i movimenti come ci si aspetterebbe, ma la novità aggiunge sicuramente varietà al ritmo di gioco.
Sul fronte narrativo, il team ha deciso di rendere la storia più presente: sono stati inseriti nuovi filmati completamente doppiati (con Billy West, celebre voce di "Futurama", a prestare il suo talento a Murphy) e una quantità maggiore di dialoghi scritti. Se da un lato questa scelta contestualizza meglio le gesta di Rayman, Globox e la valorosa barbara, dall'altro rischia di spezzare quel ritmo frenetico e immediato che era uno dei punti di forza del titolo del 2013.
Completano il quadro un sesto regno mai visto prima, che introduce una nuova meccanica legata a un potere di "purezza", e quattro livelli musicali aggiuntivi che si affiancano ai sei classici, promettendo di regalare quelle emozioni ritmiche che furono il fiore all'occhiello dell'opera originale.
Modalità, contenuti aggiuntivi e un prezzo pensato per il rilancio
Guardando al pacchetto complessivo, la strategia di Ubisoft appare chiara: non limitarsi a vendere la nostalgia, ma gettare le basi per un futuro della serie che, negli ultimi anni, era sembrato piuttosto nebuloso. Il gioco supporterà fino a quattro giocatori in cooperativa locale, mantenendo vivo quello spirito di "caos organizzato" che rendeva le sessioni di gioco tanto divertenti in compagnia. Una menzione a parte merita il ritorno di "Kung Foot", la modalità sportiva/arena che aveva riscosso un discreto successo, ora rivista con nuove opzioni di personalizzazione e power-up.
Inoltre, chi acquisterà il gioco riceverà anche "Rayman Origins: Enhanced Edition", una versione rimasterizzata del capitolo precedente, anch'essa spinta a 4K e 60 fotogrammi al secondo. Un'operazione, questa, che raddoppia il valore percepito dell'offerta. Il prezzo di lancio è stato fissato a 39,99 dollari (o euro), una cifra che lo colloca al di sotto dei titoli tripla A full price ma che ne riconosce il valore di classico rimodernato.
La data d'uscita è prevista per il primo ottobre su PlayStation 5, Xbox Series, PC e naturalmente Nintendo Switch 2, dove la natura accessibile e colorata del gioco potrebbe trovare terreno particolarmente fertile.




