L‘Italia del baseball stende gli Stati Uniti: a Houston è già storia
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Redazione Sport
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Nel caldo umido di Houston, quello che doveva essere un semplice scoglio verso i quarti di finale per la squadra a stelle e strisce si è trasformato in un macigno capace di far tremare l’intero impianto del World Baseball Classic 2026. Sul diamante del Daikin Park, l’Italia del baseball ha firmato una delle pagine più memorabili della propria storia sportiva, imponendosi con un perentorio 8 a 6 contro una selezione statunitense che schierava, nei fatti, il meglio del meglio offerto dalle Major League. Una vittoria che non è soltanto un risultato, ma un’autentica dichiarazione d’intenti per la squadra guidata da Francesco Cervelli, l’ex ricevitore di Yankees e Pirati che, dopo aver preso il testimone da Mike Piazza, ha saputo infondere nei suoi ragazzi quella miscela di incoscienza e determinazione necessaria per guardare negli occhi i giganti e non battere ciglio.
La partita, nella sua costruzione, ha assunto sin dalle prime battute i contorni del capolavoro. Contro ogni pronostico, che vedeva negli Stati Uniti di Mark DeRosa una delle franchigie favorite non solo per la vittoria finale ma per un dominio incontrastato nel girone, gli azzurri hanno piazzato l’affondo letale nel momento di maggiore intensità. Se è vero che non si trattava della prima volta in assoluto che l’Italia riuscisse a superare gli americani, è altrettanto vero che mai prima d’ora un successo era maturato con queste modalità e, soprattutto, a questo livello, ovvero contro una rappresentativa composta in toto da stelle del massimo campionato del mondo. I tre home run firmati da Kyle Teel, Sam Antonacci e Jac Caglianone – quest’ultimo una delle giovani promesse dei Kansas City Royals – hanno scavato un solco profondo nel punteggio, portando gli azzurri sul momentaneo 8 a 0 che ha gelato il pubblico di casa e acceso l’entusiasmo in panchina.
Ma sarebbe riduttivo parlare soltanto di potenza offensiva. La prestazione del monte di lancio, con Michael Lorenzen a fare da mattatore e Greg Weissert chiamato a chiudere la contesa nella fase più calda, ha rappresentato l’altra faccia della medaglia di un’impresa che sa di epica. Tenere a bada una lineup che annovera nomi del calibro di Aaron Judge, Bryce Harper e Gunnar Henderson non è questione da poco, e la resistenza italiana, pur subendo il ritorno degli avversari nella seconda parte del match con i due fuoricampo di Pete Crow-Armstrong, non si è mai sgretolata. L’ultima emozione, con Judge che si è alzato dalla panchina per affrontare Weissert con un uomo in base e due out nel nono inning, si è risolta con un inning killing strikeout che ha fatto esplodere la gioia azzurra e sprofondato i circa trentamila spettatori presenti in un silenzio carico di incredulità.
Il passo falso che riaccende i giochi nel girone B
Le conseguenze di questo risultato, nell’economia del torneo, sono destinate a farsi sentire con forza. Con due vittorie e zero sconfitte, l’Italia si è issata in testa al girone B, mettendo una seria ipoteca sulla qualificazione ai quarti di finale. All’orizzonte, per completare l’opera, c’è la sfida contro il Messico, un altro avversario di tutto rispetto, ma l’inerzia psicologica è tutta dalla parte degli uomini di Cervelli. All’opposto, la situazione per gli Stati Uniti si è fatta improvvisamente spinosa e complessa. La sconfitta subita, la prima nel torneo dopo i successi contro Brasile e Gran Bretagna, ha aperto uno scenario che fino a poche ore prima appariva fantascientifico: la possibilità concreta di un’eliminazione prematura, e per giunta davanti al proprio pubblico. La squadra di DeRosa, come emerso nelle concitate dichiarazioni post-partita, sembrava aver già dato per scontato il passaggio del turno, una leggerezza che il campo ha punito con la massima severità.
Le ripercussioni internazionali e lo stupore dei media
Oltre l’aspetto meramente tecnico e i numeri del tabellino, la risonanza mediatica del risultato ha assunto i contorni di un vero e proprio terremoto, con la stampa mondiale costretta a rimodulare le proprie gerarchie. Il New York Times ha parlato di una nazionale americana “sull’orlo del baratro”, mentre il New York Post, con il suo stile inconfondibile, non ha esitato a definire quanto accaduto una “sconfitta imbarazzante”. Da USA Today Sports al Guardian, passando per i canadesi di TSN che hanno utilizzato il termine “Shock”, il coro è stato unanime nell’etichettare l’evento come uno dei più clamorosi rovesci nella storia recente della competizione. Non è solo una questione di orgoglio ferito, ma di sostanza: per la prima volta dal 2017, quando il torneo cambiò formato, una squadra composta esclusivamente da giocatori MLB rischia seriamente di non varcare la soglia dei gironi iniziali, e tutto per mano di un’Italia che, sulla carta, partiva con ben altre aspettative.




