L'Italia del baseball vola ai quarti, Pasquantino nella storia: tre fuoricampo al Messico
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Redazione Sport
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Non era bastata, alla nazionale di baseball, la storica impresa contro gli Stati Uniti di Aaron Judge e Bryce Harper, quella partita vinta all'alba italiana e destinata a rimanere negli annali dello sport nostrano. No, perché la squadra guidata da Francisco Cervelli, ex ricevitore di lungo corso nella Major League, aveva un conto in sospeso con il proprio cammino e, forse, anche con la propria storia. E così, nella notte texana del Daikin Park di Houston, gli azzurri hanno prima dominato e poi travolto il Messico con un perentorio 9 a 1, un risultato che vale molto più di una semplice vittoria: vale il primo posto nel girone B a punteggio pieno, quattro successi su quattro, e la conseguente qualificazione ai quarti di finale della competizione iridata. Una prestazione corale, la loro, che ha visto il lancio perfetto di Aaron Nola — cinque inning iniziali senza concedere alcuna punto e cinque strikeouts all'attivo — gettare le basi per un successo che, di riflesso, ha spianato la strada agli stessi Stati Uniti, scampati a un'eliminazione precoce che, fino a poche ore prima, sembrava uno scenario più che concreto.
Se la prestazione di Nola è stata fondamentale per blindare il monte di lancio, la serata ha avuto un protagonista assoluto, un uomo capace di riscrivere i libri del World Baseball Classic. Stiamo parlando di Vinnie Pasquantino, il potente battitore dei Kansas City Royals che, dopo un digiuno di dodici turni consecutivi senza valide, ha deciso di sfogare tutta la sua potenza in un'unica, leggendaria partita. Il capitano italiano, con tre fuoricampo solitari rispettivamente al secondo, sesto e ottavo inning, è diventato il primo giocatore nella storia ventennale del torneo a mettere a segno tre home run in una singola gara, un primato che nessuno, prima di lui, aveva mai nemmeno sfiorato. Ogni suo ritorno in panchina, dopo aver fatto volare la palla oltre la recinzione, era accompagnato dall'immancabile rito del caffè espresso, sorseggiato direttamente dalla macchina sistemata nel dugout, un'immagine, questa, che racconta lo spirito di un gruppo che ha saputo unire la disciplina del baseball americano con un'italianità sentita e autentica.
Un trionfo corale e il paradosso di una vittoria che fa felice l'America
Ma la squadra azzurra non ha vissuto solo di luce riflessa del suo capitano. Nel quarto inning, Jon Berti aveva già allungato il vantaggio con un altro fuoricampo, mentre nel quinto un'azione corale culminata con la battuta di Jakob Marsee aveva portato a casa tre punti preziosi, quelli che di fatto hanno indirizzato in modo definitivo l'incontro. La reazione del Messico, chiuso all'angolo da un Nola ispirato e da un attacco sempre pungente, è apparsa subito sterile e disorganica, concretizzatasi solamente in un punto al settimo inning su un groundout di Alek Thomas. Una magra consolazione per una squadra che, con questa sconfitta, dice addio al torneo e, fatto ancor più grave, saluta anche il sogno di qualificazione per le Olimpiadi di Los Angeles del 2028. Dall'altra parte, invece, c'era la gioia incontenibile di Pasquantino e compagni, capaci di vincere il girone davanti alla corazzata a stelle e strisce, un'impresa che nessuno, alla vigilia, avrebbe mai osato pronosticare.
E veniamo così al paradosso, o forse all'ironia del destino, che avvolge questa cavalcata italiana. La schiacciante vittoria contro il Messico, infatti, ha avuto un effetto collaterale inaspettato: ha salvato gli Stati Uniti. Il team americano, reduce dalla sconfitta subita proprio contro l'Italia, si trovava in una situazione di classifica intricata, con il proprio destino legato al risultato dell'incontro fra azzurri e messicani. Una vittoria del Messico, a seconda del punteggio, avrebbe potuto eliminare gli statunitensi. Invece, la netta affermazione dell'Italia ha spazzato via ogni dubbio e ogni calcolo, regalando agli americani il secondo posto nel girone e la conseguente qualificazione. Un paradosso non da poco: la squadra che aveva appena umiliato i campioni in carica, di fatto, ha teso loro una mano per permettergli di restare a galla.
Ora, per l'Italia, la strada prosegue. L'appuntamento è per sabato prossimo, sempre a Houston, contro Portorico, seconda classificata nel girone A. Di fronte ci sarà una squadra ostica, abituata a palcoscenici importanti, ma questa nazionale italiana, forte di un girone dominato in lungo e in largo e di un morale alle stelle, ha dimostrato di potersela giocare con chiunque. Il sogno continua, alimentato da mazze potenti e da tazzine di caffè.




