L'Italia del baseball vola a Miami, ora la semifinale contro il Venezuela
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Il cammino trionfale dell’Italbaseball, quella squadra che ormai ha abituato gli appassionati a inseguire un sogno sempre più nitido, prosegue spedito verso la notte che potrebbe valere una storica finale. Dopo aver superato indenne la fase a gironi con una prestigiosa vittoria sugli Stati Uniti, campioni in carica, e dopo aver domato la furia di Porto Rico in un quarto di finale tesissimo, la Nazionale guidata da Francisco Cervelli è atterrata in Florida. La meta è il LoanDepot Park di Miami, lo stesso stadio che lunedì 16 marzo (con primo pitch fissato per le ore 20 locali, l’una della notte italiana tra lunedì e martedì per chi seguirà dalla penisola) farà da scenario alla semifinale contro il Venezuela. Una bestia nera, quella sudamericana, che sulla carta parte con i favori del pronostico, ma che in questo torneo ha imparato a conoscere il valore degli azzurri: una squadra che di carta, in fondo, non ne vuole sentir parlare.
L'impresa contro il Giappone e la bestia nera Venezuela
Il Venezuela arriva a questa semifinale forte di un’autentica impresa, compiuta sabato scorso sempre sul diamante di Miami. La squadra di Omar López ha eliminato nientemeno che il Giappone, la nazionale più titolata della competizione e detentrice del Titolo, imponendosi con un rocambolesco 8. Un risultato che ha dell’incredibile, se si considera che i nipponici potevano contare su stelle del calibro di Shohei Ohtani, partito bene con un fuoricampo, ma poi rimontato e spento dal bullpen venezuelano. Un successo che ha certificato come questa edizione del World Baseball Classic, la sesta della storia, vedrà comunque un nuovo vincitore, spalancando le porte della finale sia per la Vinotinto che per l’Italia. E proprio gli azzurri, forti del loro percorso netto e di una solidità mentale fuori dal comune, rappresentano un ostacolo temibile per chiunque. La sfida tra Italia e Venezuela, infatti, non è solo una partita di baseball: è lo scontro tra due delle rivelazioni del torneo, due squadre che hanno già dimostrato di poter sovvertire qualsiasi gerarchia.
La scelta di Cervelli: Nola sul monte di lancio
In vista dello scontro decisivo, il manager azzurro Francisco Cervelli, venezuelano di nascita ma italiano d’adozione agonistica, ha dovuto compiere una scelta delicatissima: designare il pitcher partente. E la decisione, annunciata in conferenza stampa, è ricaduta sul suo asso nella manica, quel Aaron Nola che rappresenta forse il nome di maggior spicco mai sceso in campo con la maglia azzurra. Una scelta che la dice lunga sull'importanza che Cervelli attribuisce a questa partita, affidandosi al suo braccio più forte per cercare di arginare un line-up venezuelano che vanta fuoriclasse come Ronald Acuña Jr. e Salvador Perez. Nola, che può vantare un legame familiare con l’Italia grazie alle origini del bisnonno, era stato utilizzato nella fase a gironi con ottimi risultati, e il suo inserimento nella rotazione per la semifinale rappresenta un chiaro segnale di fiducia. Dall’altra parte, López ha il problema opposto: gestire un roster profondissimo ma anche le defezioni, come quella del partente Jesús Luzardo, che ha declinato la convocazione per preparare al meglio la stagione MLB. Toccherà a lui trovare la chiave giusta per fermare il momento magico degli azzurri.
Un torneo da sogno e l'opportunità della finale
L’atmosfera che si respira nel quartier generale azzurro è quella tipica delle grandi occasioni. I ragazzi di Cervelli, reduci da una cavalcata che li ha visti superare a Houston anche Porto Rico con un perentorio 8-6, sanno di avere un’opportunità irripetibile. Una vittoria sul Venezuela significherebbe non solo centrare una finale inedita, ma anche affrontare probabilmente gli Stati Uniti, già battuti nel girone, in una sorta di rivincita dal sapore epico. Il percorso netto dell’Italia, che non ha mai perso un incontro in questo Classic, è lì a testimoniare la forza di un gruppo capace di unire giovani promesse e giocatori di esperienza, tutti legati da un senso di appartenenza che va oltre il semplice risultato sportivo. La notte di Miami, con il caldo umido della Florida a fare da cornice, decreterà chi tra Italia e Venezuela avrà meritato di giocarsi il titolo mondiale. Per gli azzurri, che non erano mai arrivati così lontano in sei edizioni del torneo, ogni lancio, ogni battuta, ogni eliminazione sarà un pezzo di storia.




