Campi Flegrei, Musumeci chiarisce: "Nessuno ha chiesto di evacuare 500 mila persone"
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Redazione Interno
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Il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, ha voluto sgombrare il campo da equivoci dopo che alcune dichiarazioni sul futuro dei Campi Flegrei avevano suscitato allarme. «Non ho mai detto che i cittadini debbano lasciare l’area», ha precisato, sottolineando come l’ipotesi di trasferire mezzo milione di persone «sarebbe una misura estrema, ingiustificata allo stato attuale». Tuttavia, ha ammesso che esistono «porzioni di territorio particolarmente vulnerabili» all’interno della caldera, dove sarebbe opportuno «valutare un’eventuale delocalizzazione».
Le parole del ministro arrivano dopo il terremoto di magnitudo 4.6 registrato a Bacoli, un evento che, seppur rientrante nella normale attività sismica della zona, ha riacceso il dibattito sulla sicurezza di chi vive in una delle aree vulcaniche più monitorate al mondo. Mario Tozzi, geologo e divulgatore scientifico, non usa mezzi termini: «I Campi Flegrei sono una pentola a pressione, e in alcune zone non si dovrebbe abitare». La sua proposta è netta: trasformare l’intera area in un parco naturale, unico modo per ridurre i rischi legati a un’eventuale eruzione.
Musumeci, dal canto suo, insiste sulla necessità di non abbassare la guardia. «La normalità può diventare un pericolo», ha osservato, «perché induce ad abituarsi al rischio, diminuendo l’attenzione». Per questo, ha ribadito che «il primo agente di protezione civile deve essere il cittadino stesso», chiamato a seguire comportamenti responsabili e a rispettare le indicazioni delle autorità.




