Terremoto ai Campi Flegrei, Musumeci: «Siamo su uno dei vulcani più pericolosi al mondo»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La terra non smette di tremare nei Campi Flegrei, dove una nuova scossa di magnitudo 3.1 è stata registrata oggi alle 14.23, con epicentro nell’area degli Astroni e una profondità di due chilometri. L’evento, monitorato dall’Ingv, arriva dopo una notte di relativa quiete, che aveva chiuso uno sciame sismico composto da ben 49 terremoti, il più intenso dei quali – di magnitudo 4.4 – era stato avvertito nettamente ieri alle 12.08, provocando il crollo di un edificio disabitato e di un costone a Pozzuoli, a soli 12 chilometri dal centro di Napoli.

«Nessuno faccia il sorpreso», ha dichiarato il ministro della Protezione civile Nello Musumeci in un’intervista a Rainews24, sottolineando come i recenti episodi non debbano essere interpretati con allarmismi ma nemmeno sottovalutati. «Quando parliamo dei Campi Flegrei, dimentichiamo che siamo su uno dei più pericolosi vulcani attivi al mondo. Se non teniamo fisso questo dato, tutto il resto diventa sensazionalismo». Le sue parole, nette, mirano a evitare distorsioni nella percezione del rischio, ricordando che l’area è soggetta a fenomeni bradisismici e sismici da secoli.

Intanto, la Capitaneria di porto di Pozzuoli ha avviato controlli lungo i costoni flegrei, da Bacoli a Monte di Procida, per verificare eventuali smottamenti o danni alla stabilità delle falesie. «Nessun cedimento è stato rilevato», hanno precisato fonti della guardia costiera, escludendo anche incidenti in mare. Le operazioni, iniziate già ieri pomeriggio, rientrano nelle attività di monitoraggio ordinario, sebbene la sequenza sismica abbia spinto a un giro di verifiche più approfondito.

Quella dei Campi Flegrei resta una delle zone a più alta vigilanza vulcanica in Europa, con un’attività che – seppur spesso silente – può generare improvvisi picchi di intensità. I napoletani, abituati a convivere con il gigante addormentato, hanno descritto la scossa di ieri come «forte», ma senza panico collettivo. Intanto, le ferrovie hanno temporaneamente sospeso i collegamenti per accertamenti, mentre i tecnici continuano a valutare l’impatto delle vibrazioni sulle infrastrutture.

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