Campi Flegrei, Musumeci propone lo stato di emergenza dopo il terremoto di magnitudo 4.4

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Redazione Interno Redazione Interno   -   «Il perdurare dello sciame sismico, che in due mesi ha fatto registrare tre scosse ben avvertite dalla popolazione, suggerisce la necessità di procedere alla dichiarazione dello stato di emergenza nazionale nell’area dei Campi Flegrei». Con queste parole, il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci ha annunciato l’intenzione del governo di accelerare le procedure straordinarie per far fronte all’instabilità della zona, dove martedì scorso una scossa di magnitudo 4.4 ha riacceso timori già diffusi tra residenti e istituzioni.

L’epicentro, localizzato nel golfo di Pozzuoli, ha provocato non solo panico tra i cittadini – con scuole e università evacuate in modo precauzionale – ma anche un immediato confronto tra i vertici della Protezione civile, riuniti a Roma per valutare le misure da adottare. All’incontro, presieduto dallo stesso Musumeci, hanno partecipato, tra gli altri, il capo dipartimento Fabio Ciciliano e il responsabile della prevenzione sismica Luigi Ferrara, segno di quanto la situazione venga monitorata con attenzione.

La proposta di dichiarare lo stato di emergenza, come spiegato dal ministro, risponde all’esigenza di «velocizzare le procedure già in atto», previste dalle normative approvate nell’ultimo anno e mezzo per gestire il rischio legato al bradisismo. Un fenomeno, questo, che da tempo caratterizza l’area flegrea, rendendola particolarmente vulnerabile a movimenti tellurici improvvisi e di intensità variabile.

Quella di martedì, in particolare, è stata avvertita distintamente non solo a Pozzuoli ma anche nel capoluogo partenopeo, dove il boato iniziale e le successive oscillazioni hanno riportato alla memoria eventi passati, spingendo molti a chiedersi se l’attuale sistema di allerta e risposta sia sufficiente. Sebbene non si registrino danni strutturali rilevanti, la frequenza delle scosse – tre in sessanta giorni, tutte sopra la soglia di percezione – ha convinto il governo a valutare soluzioni straordinarie, pur senza allarmismi.

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