Rapina a Cortina, assalto in gioielleria nel pieno centro
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Redazione Interno
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Un'azione criminale, la cui freddezza ha lasciato attonita Cortina d'Ampezzo, si è consumata in pochi minuti nel cuore del corso Italia, dove due uomini hanno fatto irruzione nella gioielleria Cacciari Salvati poco dopo le dieci della mattina di mercoledì. Dopo essersi presentati, come fossero normali avventori, all'ingresso del negozio situato a due passi dal municipio, i due, descritti come provenienti dall'Europa orientale, hanno suonato il campanello e, una volta ottenuto l'accesso, hanno cambiato radicalmente atteggiamento. La commessa, che era l'unica persona presente all'interno del locale, si è trovata improvvisamente di fronte alla canna di una pistola, puntata senza esitazione verso di lei, mentre i malviventi provvedevano a chiudere la porta alle loro spalle.
La dinamica del blitz
Immobilizzata dalla minaccia, la dipendente è stata costretta ad assistere, inerme, al saccheggio sistematico degli espositori. I rapinatori, armati anche di un oggetto contundente che hanno utilizzato per frantumare le vetrine, hanno riempito con metodica rapidità dei borsoni, portando via una ingente quantità di gioielli e orologi il cui valore, secondo le prime stime, oscilla tra i duecentocinquanta e i trecentomila euro. L'intera operazione, condotta con una precisione che denota una certa pianificazione, è avvenuta mentre un terzo complice, stando a quanto ricostruito, attendeva al volante di un'autovettura parcheggiata poco distante, facendo da palo e garantendo una via di fuga.
Il ritrovamento dell'auto e le indagini
Proprio l'automezzo utilizzato per la fuga, abbandonato non lontano dal luogo della rapina, è stato rinvenuto in tempi brevi dalle forze dell'ordine, costituendo al momento il primo, concreto elemento materiale a disposizione degli investigatori. Il veicolo, del quale non sono state diffuse le generalità per non compromettere le indagini, è stato sottoposto a perquisizioni e ai consueti rilievi tecnici nella speranza di raccogliere tracce biologiche o digitali utili all'identificazione del trio. Gli inquirenti, che stanno setacciando le registrazioni delle telecamere di sorveglianza della zona, si trovano a dover fare i conti con un episodio senza precedenti per la località, abituata a ben altri flussi turistici e a dinamiche di microcriminalità di ben altra entità.
Una ferita nell'immagine della località
L'episodio, al di là del rilevante danno economico, rappresenta una profonda ferita per l'immagine di sicurezza e ordinato splendore che Cortina ha sempre curato con meticolosa attenzione, trovandosi ora a dover gestire l'onda d'urto psicologica di un fatto del genere. La violenza dell'assalto, seppur senza conseguenze fisiche per la vittima, ha introdotto un elemento di perturbante estraneità nella quotidianità del centro, lasciando strascichi di paura e smarrimento. Le indagini proseguono ora su più fronti, concentrandosi sia sull'analisi del modus operandi, sia sul tentativo di ricostruire l'intera filiera dei movimenti dei sospettati prima e dopo il blitz, nella convinzione che un'azione così netta non possa essere rimasta del tutto invisibile.




