Il sindaco benzinaio: quando il Comune abbatte il prezzo del carburante
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Redazione Economia
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L’emergenza dei prezzi dei carburanti, che da oltre un anno tiene banco nelle cronache economiche italiane, ha spinto alcuni piccoli comuni a trasformarsi in gestori diretti di distributori di benzina, un fenomeno che unisce politica di prossimità e necessità quotidiana, e che in diverse zone del centro Italia sta assumendo i contorni di una soluzione strutturale più che di una semplice misura temporanea.
L’idea, che potrebbe sembrare un residuo di un’epoca passata, è invece tornata attualissima laddove il mercato, da solo, non riesce a garantire un servizio essenziale a prezzi accessibili, lasciando spazio all’intervento diretto dell’ente locale che, come nel caso di Valle Castellana, in Abruzzo, è riuscito a mettere in piedi una pompa di benzina comunale capace di far risparmiare fino a venti centesimi al litro rispetto agli impianti della concorrenza.
La cosiddetta "benzina del sindaco", come è stata ribattezzata sui social network, non è però un'esclusiva del borgo teramano, perché modelli analoghi sono stati adottati anche in altri quattro comuni della provincia di Ascoli Piceno, tra cui Force, dove l'amministrazione ha scelto di gestire in prima persona l'impianto di distribuzione dopo la chiusura del precedente gestore.
Il caso di Valle Castellana, tra costa e montagna
Valle Castellana, un piccolo comune abruzzese che conta poco più di 800 abitanti distribuiti in quasi quaranta frazioni, è stato uno dei primi a sperimentare questa soluzione, spinto dalla necessità di evitare che i propri cittadini fossero costretti a percorrere decine di chilometri per rifornirsi ad Ascoli Piceno o a Teramo.
Il progetto, varato il 30 aprile del 2022 su impulso del sindaco Camillo D'Angelo – oggi presidente della Provincia di Teramo – e del vicesindaco Luca Ragonici, è nato con un duplice obiettivo: da un lato contrastare lo spopolamento di un'area montana particolarmente fragile, già messa a dura prova dal sisma che ha devastato il cratere, e dall'altro offrire un servizio a costi sostenibili per boscaioli, allevatori e cittadini che trovavano economicamente svantaggioso rifornirsi nei centri più grandi.
La gestione comunale del distributore ha permesso di praticare un prezzo quasi al costo di acquisto, con un risparmio che ha raggiunto punte di venti centesimi al litro rispetto ai distributori tradizionali, trasformando la pompa di benzina in un vero e proprio presidio di servizio pubblico, attorno al quale, come spesso accade in questi casi, si è creata una discreta attività di richiamo anche per gli automobilisti dei comuni limitrofi.
La corsa al risparmio e il record di Costa Valle Imagna
Se Valle Castellana ha fatto scuola, un esempio ancora più eclatante di questa tendenza viene dalla Lombardia, dove il distributore comunale di Costa Valle Imagna è riuscito a diventare un fenomeno di costume, attirando code di automobilisti e turisti del fine settimana. In questo comune, la differenza di prezzo è stata talmente significativa da far registrare, in alcuni periodi, una tale affluenza di clienti da saturare i parcheggi e riempire i ristoranti del borgo, trasformando un gesto quotidiano come il rifornimento di carburante in un'occasione di aggregazione e di risparmio.
Il sindaco Umberto Mazzoleni ha ricordato che durante i mesi più caldi del 2022, subito dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, quando i prezzi della benzina e del gasolio hanno raggiunto picchi storici, il distributore comunale è arrivato a praticare un prezzo inferiore di quasi quindici centesimi al litro rispetto alla media nazionale: un risparmio che si traduceva, a conti fatti, in circa tredici euro in meno per il pieno di un furgone e nove euro per quello di un'auto, una cifra tutt'altro che trascurabile per le famiglie e per i piccoli imprenditori locali.
In questi giorni, con il mercato del carburante che ha mostrato qualche timido segnale di cedimento, il vantaggio economico si è ridotto a circa sei centesimi al litro per la benzina, venduta a 1,979 euro, e quattro centesimi per il diesel, fermo a 2,099 euro, ma la convenienza, sebbene meno marcata, resta comunque un fattore decisivo per chi abita in quelle zone.
Force, un modello collaudato da dieci anni
Nelle Marche, e più precisamente nel piccolo comune di Force, in provincia di Ascoli Piceno, che conta circa mille abitanti, il modello del distributore comunale non è certo una novità dettata dall'emergenza degli ultimi due anni, perché l’amministrazione locale ha deciso di mettersi in proprio già nel 2016, quando il precedente gestore dell'impianto aveva abbassato la saracinesca per sempre, lasciando il paese senza un punto di rifornimento.
Da allora, il Comune ha rilevato la gestione diretta della pompa di benzina, dimostrando che l'intervento pubblico in un mercato considerato strategico, come quello della distribuzione dei carburanti, può rappresentare una risposta efficace non solo per calmierare i prezzi, ma anche per garantire un servizio essenziale in quelle aree interne dove il libero mercato, spesso, non trova convenienza a operare.
L'esperienza marchigiana, che si inserisce in un quadro più ampio di iniziative analoghe in tutta la penisola, dimostra come la "benzina del sindaco" non sia un episodio isolato o una trovata pubblicitaria, ma una pratica consolidata che, in alcuni casi, supera addirittura il decennio di attività, offrendo un parametro concreto per valutare l'efficacia di un modello che, al netto delle critiche e delle complessità burocratiche, ha il merito di riportare al centro del dibattito pubblico il ruolo dei comuni nella gestione dei servizi di prima necessità.
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