Gasolio più caro della benzina: i prezzi ai distributori di Cremona
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Redazione Economia
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Anche a Cremona, ormai, fare il pieno di gasolio costa più che rifornirsi di benzina verde, in un ribaltamento di tendenza che sta caratterizzando i distributori italiani e che ha trovato un’accelerazione decisa con l’entrata in vigore delle nuove aliquote fiscali. La Manovra di Bilancio, la cui operatività è scattata il primo gennaio, ha infatti innescato un meccanismo di riallineamento delle accise, quei tributi che gravano sui carburanti, il cui impatto si legge chiaramente nei listini aggiornati più volte al giorno sul sito del Ministero delle Imprese. Nel pomeriggio dell’8 gennaio, ad esempio, all’impianto di via Mantova il prezzo della benzina si attestava a 1,589 euro al litro, mentre per il gasolio occorreva prepararsi a pagare ben trenta centesimi in più, con il valore fissato a 1,619 euro. Una forbice, questa, che non si limitava a quel singolo caso ma appariva ormai diffusa, segnando una novità per gli automobilisti abituati da tempo a considerare il diesel come la scelta tradizionalmente più economica.
Il sorpasso del diesel e gli effetti della manovra
La sensazione di disorientamento, per chi è attento ai prezzi dei carburanti, è comprensibile: vedere il gasolio superare la benzina rappresenta un evento inconsueto, che sconvolge le abitudini di consumo e le valutazioni, sia per chi guida un’auto sia per chi, magari, inizia a pensare alla moto con l’avvicinarsi della bella stagione. Il motivo strutturale di questo sorpasso, al di là delle oscillazioni legate al costo del barile, va ricercato proprio negli interventi normativi, i quali hanno uniformato la pressione fiscale sui due prodotti. Se la benzina, grazie al calo dell’accisa, ha toccato il suo minimo dal 22 dicembre 2022 scendendo fino a 1,645 euro al litro, il gasolio ha invece proseguito la sua salita, raggiungendo i 1,668 euro, come confermato dalle rilevazioni dell’Osservatorio ministeriale all’inizio della settimana. Una differenza, seppur di pochi centesimi, che ribalta la convenienza e costringe a ricalcoli immediati.
Le ricadute sul territorio e sulle tasche dei cittadini
La questione, com’è ovvio, non interessa solo il capoluogo ma si estende all’intero territorio provinciale, un’area tradizionalmente solcata da pendolari che ogni giorno percorrono chilometri per lavoro. A Pavia, ad esempio, gli effetti della legge di bilancio si fanno sentire in modo analogo, con automobilisti e imprese chiamati a fare i conti con un aumento dei costi di gestione dei mezzi, il quale incide direttamente sul bilancio familiare e sui margini di attività commerciali e artigianali. Il “riallineamento” deciso dal governo, tecnicamente finalizzato a pareggiare il trattamento fiscale, si traduce quindi in un aggravio immediato per chi utilizza il diesel, senza che vi sia, al momento, uno scostamento significativo del prezzo di vendita alla pompa da parte della benzina che possa compensare lo svantaggio.
Dinamiche di mercato e prospettive immediate
Questo nuovo scenario, del resto, sembra destinato a consolidarsi nel breve periodo, poiché legato a una scelta di politica economica precisa e non a una congiuntura passeggera del mercato internazionale degli oli minerali. Mentre i distributori aggiornano i display con valori che ormai vedono il gasolio in testa, la ricerca del risparmio diventa un esercizio quotidiano, spingendo molti a consultare con maggiore frequenza le mappe dei prezzi online per individuare gli impianti più convenienti. Qualcuno, forse, inizierà a valutare con più attenzione anche l’opzione di passare a veicoli alimentati a benzina o a energie alternative, sebbene si tratti di scelte di lungo periodo che poco possono contro la spesa immediata per il pieno.




