Benzina pronta a superare il diesel come carburante più caro

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Redazione Economia Redazione Economia   -   C’era una volta un’assunto quasi indiscutibile, per chiunque avesse avuto la pazienza di seguire l’andamento dei prezzi alla pompa: il gasolio, da tempo immemorabile, costava più della benzina. E invece, da qualche mese a questa parte – complice una manovra fiscale che ha riallineato le accise – le carte si sono mescolate, portando il diesel a occupare lo spiacevole ruolo di carburante più costoso. Ora, però, il mercato si appresta a vivere un’ulteriore, sorprendente torsione: la benzina sta scalando rapidamente la classifica dei listini, e potrebbe presto riprendersi quel primato di peso che le apparteneva in un’altra era economica.

Le rilevazioni più aggiornate, diffuse dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy attraverso il suo Osservatorio dedicato, parlano chiaro. Alla data di oggi, venerdì 15 maggio 2026, sulla rete stradale nazionale la benzina in modalità self service viaggia a una media di 1,939 euro al litro, mentre il gasolio si attesta a 1,983 euro al litro. Un divario che, sebbene ancora a favore della verde in termini di convenienza relativa, si è quasi completamente azzerato rispetto alle settimane scorse. Sulla rete autostradale, dove i rincari sono fisiologicamente più pronunciati, la fotografia è analoga: la benzina tocca i 2,017 euro al litro, il gasolio i 2,068.

Perché la benzina accelera mentre il diesel rallenta

Quello che appare come un semplice movimento di prezzi nasconde in realtà una dinamica complessa, alimentata da due ordini di ragioni non sovrapponibili. Da un lato, c’è il peso delle accise: a gennaio, con il riallineamento voluto dall’esecutivo, le due aliquote sono state avvicinate, rompendo quell’equilibrio storico che penalizzava il gasolio. Dall’altro, e forse in maniera più decisiva in queste ultime settimane, intervengono le fluttuazioni del mercato dei prodotti raffinati. La benzina, insomma, continua la sua corsa al rialzo per ragioni di domanda e offerta internazionale; il diesel, al contrario, mostra segni di raffreddamento, in una parabola discendente che nessuno, fino a pochi mesi fa, avrebbe saputo prevedere.

Non è un dettaglio da poco, se si considera che fino a gennaio – e cioè prima del riallineamento fiscale – la gerarchia era esattamente opposta. All’epoca, il gasolio costava stabilmente più della verde, e gli automobilisti avevano ormai fatto il callo a quella che sembrava una legge di mercato immutabile. Oggi, invece, ci troviamo di fronte a un possibile “controsorpasso” della benzina sul diesel, stavolta determinato non da una scelta di politica fiscale, bensì dalle pure e semplici logiche di mercato.

Il sorpasso annunciato e i numeri del Mimit

I dati forniti dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy – che quotidianamente monitora l’evoluzione dei listini attraverso il proprio Osservatorio – raccontano una tendenza ormai inequivocabile. La forbice tra i due carburanti, che nelle scorse rilevazioni risultava ancora più ampia, si è progressivamente ridotta fino a sfiorare la parità. E se il trend dovesse mantenersi invariato, non sarà sorprendente vedere la benzina scavalcare il gasolio già nei prossimi giorni. Sulla rete ordinaria, la differenza è attualmente di appena 4,4 centesimi di euro al litro; su quella autostradale, di 5,1 centesimi. Margini sottili, che possono essere ribaltati da un qualsiasi movimento rialzista del greggio o da una variazione stagionale della domanda.

Va ricordato, per completezza, che il sistema dei prezzi in Italia rimane profondamente influenzato dalla struttura delle accise, che costituiscono ancora la componente prevalente del costo finale al netto dell’Iva. Tuttavia, l’attuale fase di mercato sta dimostrando come i fattori speculativi e le dinamiche internazionali dei prodotti raffinati possano avere un peso almeno altrettanto rilevante, se non superiore, nel determinare le variazioni quotidiane alla pompa.

Un’inversione silenziosa che cambia le abitudini

Per chi è abituato a rifornirsi di benzina, l’eventuale sorpasso rappresenterebbe un’inversione di rotta non da poco, destinata a pesare sul bilancio familiare di molti automobilisti. Per chi invece utilizza il diesel, si tratterebbe invece di un improvviso, inaspettato sollievo: dopo mesi di rincari continui, ecco che il gasolio potrebbe tornare a essere il carburante più economico, esattamente come accadeva prima che il governo intervenisse sul fronte delle accise. Una circostanza, questa, che restituirebbe benzina e diesel ai rispettivi ruoli storici, ma per ragioni diametralmente opposte a quelle che avevano determinato la precedente configurazione.

Le prossime rilevazioni dell’Osservatorio del Mimit diranno se questo sorpasso si concretizzerà o se, al contrario, le due curve si stabilizzeranno su valori prossimi alla parità. Quel che è certo, alla luce dei numeri di oggi, è che ci troviamo di fronte a uno dei momenti più interessanti – e per certi versi paradossali – della recente storia dei carburanti in Italia.

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