Rishi Sunak non molla: il piano di trasferimento dei migranti in Ruanda
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Redazione Esteri
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Il progetto del governo britannico di trasferire in Ruanda le persone che chiedono asilo dopo essere entrate illegalmente in Gran Bretagna è stato bocciato dalla Corte Suprema il 15 novembre. Questa decisione, presa all'unanimità, rappresenta un duro colpo per Rishi Sunak, dato che il controverso programma era il punto centrale delle politiche migratorie del governo, nonché della promessa del premier di fermare gli sbarchi sulle coste del Paese.
La sentenza ha dato ragione alla Corte d'Appello, che lo scorso giugno aveva giudicato illegale il piano governativo, e ha dato torto all'Alta Corte, che invece nel dicembre del 2022 lo aveva approvato. I cinque giudici hanno sentenziato compatti che deportare i richiedenti asilo in Ruanda è illegale perché mette a repentaglio la loro sicurezza. La Gran Bretagna non ha il diritto di esporre i migranti al rischio di essere rispediti nei paesi da cui fuggono. Lo vietano la Convenzione europea dei diritti umani, quella delle Nazioni unite, la legge britannica (con lo Human Rights Act).
Nonostante la sconfitta, Sunak ha usato parole dure e ha giurato di andare avanti. Ha annunciato una legge di emergenza per dichiarare il Ruanda un Paese sicuro. Questa mossa rappresenta un ulteriore scontro tra i giudici e il governo sulla questione dei migranti.




