Bereguardo, scontro frontale tra una Dacia e uno scuolabus: il ventenne alla guida dell’auto si era addormentato
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Redazione Interno
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Il lunedì di inizio settimana, spesso segnato dalla frenesia degli spostamenti mattutini, ha portato con sé una scia di paura lungo la Strada Provinciale 2 che collega Bereguardo a Trivolzio. Poco prima delle otto e mezza, il silenzio della campagna pavese è stato rotto dal fragore di uno schianto frontale: una Dacia, guidata da uno studente universitario di vent’anni residente ad Arluno, ha invaso la corsia opposta andando a impattare violentemente contro uno scuolabus. A bordo del mezzo giallo, di proprietà del Comune di Trovo, viaggiavano undici bambini di età compresa tra i sei e gli undici anni, diretti alle scuole elementari della zona, accompagnati da due donne di 49 e 53 anni.
La dinamica, sebbene ancora al vaglio della Polizia Stradale intervenuta per i rilievi insieme ai carabinieri e alla polizia locale, presenta un quadro già delineato dai primi riscontri. Il tratto rettilineo della provinciale non ha offerto margini di manovra quando la Dacia ha sconfinato. Secondo le prime ricostruzioni, corroborate dalle dichiarazioni rese dallo stesso giovane conducente, a causare lo sbandamento sarebbe stato un improvviso colpo di sonno. L’impatto, concentrato sulla parte anteriore sinistra dello scuolabus – in prossimità del sedile del conducente – è stato particolarmente violento per l’automobilista, rimasto incastrato tra le lamiere contorte del proprio veicolo e successivamente estratto dai vigili del fuoco. Le sue condizioni hanno imposto il trasporto in codice giallo all’Humanitas di Rozzano, mentre per il conducente del pulmino, un uomo di 49 anni, la posizione di guida rialzata ha probabilmente ridotto le conseguenze dell’urto, riportando comunque ferite che ne hanno suggerito il trasferimento in codice verde al San Matteo di Pavia.
L’intervento massiccio dei soccorsi e la gestione dei minori
La macchina dei soccorsi si è mobilitata con tempestività grazie all’allarme lanciato immediatamente dopo lo schianto. L’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza (Areu) ha diramato sul posto sei ambulanze e tre auto mediche, creando un cordone sanitario per gestire la numerosa presenza di feriti, che in totale hanno raggiunto le quindici persone coinvolte. Il codice giallo è stato riservato al ventenne alla guida della Dacia, mentre per gli altri – inclusi i piccoli passeggeri – il personale sanitario ha optato per il codice verde, indicativo di ferite di lieve entità. Nonostante la sostanziale incolumità fisica, lo stato di shock è stato palpabile: i bambini sono stati visitati sul posto, rassicurati e affidati uno a uno ai genitori, giunti in maniera tempestiva dopo essere stati avvisati dell’accaduto. Altri cinque feriti, tra cui il conducente dello scuolabus e le accompagnatrici, sono stati distribuiti per le valutazioni del caso negli ospedali di Magenta, San Carlo e San Paolo a Milano, mentre un altro è stato trasferito nuovamente al San Matteo, confermando la capillarità del piano di emergenza attivato per far fronte all’incidente.
Il punto sulla viabilità e le indagini in corso
L’arteria stradale, fondamentale per il collegamento tra i comuni limitrofi, è rimasta temporaneamente bloccata per permettere le operazioni di soccorso e i rilievi tecnici. La Polizia Stradale, affiancata dagli agenti della polizia locale, ha effettuato i rilievi necessari per cristallizzare la dinamica, concentrandosi sulle traiettorie dei mezzi e sulle condizioni del manto stradale, descritto come rettilineo e in normali condizioni di percorrenza. Il ventenne conducente della Dacia, oltre ad aver riportato le conseguenze fisiche più serie, sarà sottoposto agli accertamenti clinici di prassi per escludere la presenza di alcol o sostanze nel sangue, un passaggio obbligato in incidenti di questa gravità. Al momento, l’ipotesi del colpo di sonno rimane la pista principale battuta dagli inquirenti, in attesa di conferme ufficiali che possano definire eventuali responsabilità.




