Fernandez interrompe il digiuno, Aprilia scrive la storia a Phillip Island
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Redazione Sport
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La domenica australiana di Phillip Island ha regalato al motomondiale un nome, quello di Raul Fernandez, e un numero, il trecento, che per Aprilia rappresenta un traguardo storico e assoluto per un costruttore europeo. Dopo millenovecentotrentacinque giorni dall’ultima volta, risalente a una vittoria in Moto2 a Valencia nel lontano 2021, lo spagnolo ha finalmente potuto assaporare il sapore della vittoria in MotoGP, imponendosi con un’autorevolezza che pochi gli avrebbero attribuito prima del via. Una vittoria, la sua, che è arrivata anche grazie alla doppia penalità inflitta al compagno di marca, il quale, costretto a scontare un doppio long lap penalty, ha visto sfumare concrete possibilità di successo nonostante una prestazione di altissimo livello e fisicamente sofferente.
Un trionfo costruito con intelligenza
Sfruttando la situazione di svantaggio altrui, Fernandez ha saputo gestire la sua corsa con la freddezza di un pilota navigato, amministrando il vantaggio e portando a casa una vittoria in solitaria che segna la sua rinascita personale dopo un periodo costellato di difficoltà. Con questo successo, l’aspirante talento del team Trackhouse è diventato ufficialmente il quarto pilota in assoluto a vincere una gara nella classe regina con la motocicletta di Noale, unendosi a un ristretto novero di piloti che comprende, tra gli altri, lo stesso Bezzecchi. La sua Aprilia RS-GP, che già nelle sessioni di prove aveva mostrato un ottimo potenziale, non ha tradito le attese, permettendogli di condurre un’escapada perfetta, senza commettere errori e mantenendo un ritmo costantemente competitivo.
Il peso della penalità e la grinta di Bezzecchi
Dall’altro lato del box Aprilia, la gara di Marco Bezzecchi è stata un esempio di pura determinazione e capacità di reagire alle avversità. I due long lap penalty, che gli sono costati circa quattro secondi nel computo totale della gara, non gli hanno però impedito di lottare per un risultato di prestigio, chiudendo sul gradino più basso del podio a poco più di due secondi dal vincitore. Per contenere i danni della penalità, il pilota italiano ha dovuto spingere al massimo per gran parte della gara, un’azione che ha martoriato precocemente la gomma posteriore della sua moto e che rende il suo terzo posto, conquistato anche in condizioni fisiche non ottimali, una prestazione di altissimo valore tecnico e caratteriale.
La trecentesima e il nuovo corso Aprilia
Oltre al trionfo del suo pilota, il vero protagonista assoluto del Gran Premio d’Australia è stato il costruttore italiano, che ha raggiunto la vetta di un monte mai scalato prima da nessun altro europeo. Quella di Phillip Island è infatti la trecentesima affermazione di Aprilia nel contesto del motomondiale, considerando tutte le categorie, un traguardo che proietta definitivamente il marchio in un’orbita di élite e che ne consacra il lavoro tecnico e progettuale degli ultimi anni. Un successo che, arrivato sul circuito oceanico noto per la sua imprevedibilità, suggella una crescita inarrestabile e dimostra come la RS-GP sia ormai una motocicletta in grado di competere per le posizioni di massimo rilievo in ogni condizione.




