Truffe sulle bollette, 2,9 milioni di italiani vittime: ecco i numeri del fenomeno
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Redazione Economia
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Quasi 2,9 milioni di italiani, nell’arco degli ultimi dodici mesi, sono incappati in una truffa o in un tentativo di frode riconducibile alle forniture di luce e gas; un dato, questo, che emerge da un’indagine condotta da mUp Research per conto di Facile.it e che fotografa un fenomeno in contrazione rispetto al passato, visto che tre anni fa le persone coinvolte sfioravano quota 4 milioni, segnando così un calo del 27 per cento.
Il danno economico complessivo, a livello nazionale, viene stimato in circa 650 milioni di euro, una cifra che testimonia l’impatto non trascurabile di queste pratiche scorrette sui bilanci familiari, anche se va detto che la riduzione del numero degli episodi rappresenta un segnale comunque positivo.
I canali più usati dai truffatori: finti call center in testa
Lo strumento preferito dai malintenzionati, in questa particolare tipologia di frodi, resta il finto call center: ben il 68,2% degli episodi registrati passa proprio attraverso una telefonata ingannevole, con un interlocutore che si spaccia per operatore di una società energetica o per un incaricato di enti regolatori.
A seguire, troviamo le false email, che rappresentano il 24,9% dei casi, mentre le visite porta a porta incidono per il 12,9% e i contatti via WhatsApp o altre app di messaggistica raggiungono il 9,5%; numeri che, sommati, superano il totale delle vittime perché in alcune circostanze le persone hanno subito più di un tentativo di approccio fraudolento.
Il sommerso delle mancate denunce: il 59,2% non sporge querela
Uno degli aspetti più allarmanti, emerso dall’analisi, riguarda la percentuale di chi decide di non denunciare l’accaduto: il 59,2% delle vittime, infatti, non si rivolge alle autorità, e tra le ragioni addotte compaiono sia la convinzione che l’importo sottratto sia troppo esiguo per giustificare una procedura formale, sia la sfiducia nella possibilità di recuperare il maltolto, elementi che alimentano un sommerso difficile da quantificare e che rendono più complessa l’azione di contrasto da parte delle forze dell’ordine.
Questo atteggiamento, diffuso in tutta la penisola e che riguarda da vicino anche regioni come la Puglia, finisce per avvantaggiare i malintenzionati, i quali possono continuare indisturbati a colpire nuovi bersagli.
Come difendersi: consigli pratici per evitare le trappole più comuni
Per difendersi da questi raggiri, gli esperti raccomandano di non fornire mai, al telefono o via email, dati personali, codici cliente o estremi di pagamento, soprattutto se la richiesta giunge in modo inaspettato e con toni pressanti; in caso di dubbio, è sempre opportuno riagganciare e contattare direttamente il proprio fornitore utilizzando i numeri ufficiali riportati in bolletta, evitando di richiamare il numero lasciato dal presunto operatore.
Inoltre, occorre prestare attenzione ai messaggi che invitano a cliccare su link sospetti o a scaricare allegati, così come alle visite di sedicenti incaricati che chiedono di visionare il contatore o il contratto: in queste situazioni, la prudenza non è mai troppa, e il rifiuto di procedere con operazioni affrettate rappresenta la prima linea di difesa contro un fenomeno che, nonostante il calo, continua a mietere vittime e a generare ingenti perdite economiche.
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