Robert De Niro a Cannes: "L'arte fa paura ai fascisti", e attacca Trump senza mezzi termini

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Robert De Niro, protagonista indiscusso della serata inaugurale del 78esimo Festival di Cannes, ha trasformato il palco della Croisette in una tribuna politica, denunciando con parole nette ciò che definisce un "attacco alla democrazia e alla libertà creativa". La Palma d’Oro alla carriera, consegnatagli da Leonardo DiCaprio – che non ha nascosto la propria ammirazione, ricordando come De Niro gli abbia "cambiato la vita" durante un provino negli anni Novanta – è diventata il pretesto per un discorso infuocato.

"L’arte è una minaccia per i fascisti, per gli autocrati, per chi vuole controllare tutto", ha affermato l’attore, senza citare direttamente Donald Trump ma lasciando poco spazio all’interpretazione. Le sue critiche hanno preso di mira le politiche culturali del presidente, dai tagli ai fondi pubblici per la cultura all’introduzione di dazi del 100% sui film stranieri, misure che, a suo dire, "soffocano la creatività e impongono un pensiero unico".

Non è la prima volta che De Niro, noto per le sue posizioni progressiste, usa la visibilità dei premi per lanciare messaggi politici. Stavolta, però, il tono è apparso più urgente, quasi disperato. "In America stiamo lottando duramente per la democrazia", ha aggiunto, sottolineando come il cinema, con la sua capacità di raccontare storie scomode, rappresenti un baluardo contro l’autoritarismo.

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