L’agguato in piazza Gae Aulenti, Lanni resta in carcere: “Volevo colpire Unicredit”
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Redazione Interno
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Vincenzo Lanni, un uomo di 59 anni con un passato segnato dalla violenza, è tornato a far parlare di sé con un agguato che ha riportato alla luce un rancore antico. La sua vittima, una donna di 43 anni, è stata colpita alle spalle con un coltello la cui lama, si apprende dagli atti, misurava ventitré centimetri. L’aggressione, consumata in piena luce nel cuore moderno di piazza Gae Aulenti, ha lasciato la donna in gravi condizioni, sebbene le sue condizioni, per fortuna, mostrino ora segni di miglioramento. L’episodio, per come è stato pianificato e per le motivazioni dichiarate, traccia una linea diretta tra un fatto di cronaca nera e un risentimento personale covato a lungo.
La convalida del fermo e il proposito omicidiario
A poche ore dall’arresto, la giudice per le indagini preliminari Rossana Mongiardo ha convalidato il fermo, disponendo la custodia cautelare in carcere per Lanni, accusato di tentato omicidio aggravato. Nella sua decisione, la gip ha sottolineato come, “con tutta evidenza”, l’uomo avesse maturato il “proposito omicidiario” per un intero quinquennio di giorni prima di passare all’azione. Una determinazione, questa, che esclude qualsiasi margine per un gesto impulsivo e che delinea invece una volontà precisa e meditata, un’aggressione preordinata in ogni suo dettaglio.
La confessione e il movente legato al passato
È stato lo stesso Lanni, durante gli interrogatori, a fornire la chiave di lettura del suo gesto, giustificandolo con un movente di vendetta verso il mondo finanziario. “Il mio obiettivo era colpire un dipendente di Unicredit. Io lavoravo per Unicredit e sono stato buttato fuori”, ha dichiarato, aggiungendo di essersi appostato in quel luogo con lo scopo preciso di “colpire il mondo della finanza” che lo aveva licenziato. Le sue parole, che spiegano l’intenzione di colpire un simbolo, si scontrano però con la cruda realtà dei fatti: la vittima designata non era un dipendente della banca, circostanza che Lanni ha definito un “dettaglio ignorato”, auspicando poi che “la signora stia meglio”.
Un precedente che torna ad interrogare
Il profilo di Vincenzo Lanni non è nuovo alla cronaca giudiziaria. Nel 2015, infatti, fu autore di un’altra grave aggressione a Bergamo, dove accoltellò due persone anziane, fatto per il quale ricevette una condanna a otto anni di carcere e tre anni di misura di sicurezza da scontare in una struttura psichiatrica. Questo precedente, unito alla natura del nuovo attacco, solleva interrogativi sulla sua storia personale e sulla traiettoria che lo ha riportato a compiere un gesto così estremo, gettando un’ombra su un percorso che sembrava, almeno in parte, già definito dalla giustizia.




