Berrettini-Zverev, quei 48 scambi che hanno scritto la storia a Montecarlo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   "È stata una gara pazzesca, soprattutto a livello mentale. Oggi non mi sentivo benissimo, non stava andando bene anche per meriti di Zverev, poi ho cambiato atteggiamento". Matteo Berrettini, al termine del match contro Alexander Zverev al secondo turno del Rolex Monte-Carlo Masters, ha dipinto con parole sincere una partita che resterà negli annali. Il torneo, primo Masters 1000 sulla terra battuta della stagione, si disputa al Country Club del Principato di Monaco e mette in palio un montepremi di 6.128.940 euro.

Quella di Berrettini è la sesta vittoria di un italiano contro la testa di serie numero 1 in un Masters 1000. Il primo a riuscirci fu Filippo Volandri, che nel 2007 agli Internazionali d’Italia sconfisse Roger Federer con un netto 6-2 6-4. Dieci anni dopo, sempre a Roma, Fabio Fognini replicò eliminando Andy Murray al secondo turno con lo stesso punteggio. Un filo rosso che lega tre generazioni di tennisti azzurri, capaci di ribaltare pronostici apparentemente inattaccabili.

Ma a Montecarlo, oltre alla tenacia, è stato un dettaglio a cambiare le sorti dell’incontro. Un foglietto, caduto vicino alla riga di fondo durante il terzo set, ha interrotto il gioco mentre Berrettini era avanti 4-3 e aveva appena annullato una palla break. Quel "pezzo di carta", come lo ha definito lui stesso, è diventato simbolo di una svolta. Quarantotto scambi consecutivi, un martellare di colpi che ha logorato Zverev e dimostrato la resistenza mentale del romano.

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