Berrettini batte Zverev a Montecarlo in un match epico: il "pizzino" e i 48 colpi che hanno cambiato tutto
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Redazione Sport
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Matteo Berrettini, dopo un inizio incerto, ha ribaltato il match contro Alexander Zverev al Masters 1000 di Montecarlo, regalando al pubblico uno degli incontri più emozionanti della stagione. "Oggi non mi sentivo benissimo, e Zverev stava giocando alla grande", ha ammesso il tennista romano, "ma quei primi game del secondo set sono stati fondamentali". Un cambiamento di atteggiamento, unito a una determinazione fuori dal comune, gli ha permesso di conquistare la vittoria in tre set (2-6, 6-3, 6-4) dopo una battaglia durata oltre due ore.
A segnare la svolta, però, non è stato solo il talento di Berrettini. Durante il terzo set, con il punteggio sul 4-3 e una palla break annullata, un dettaglio apparentemente insignificante ha alterato l’equilibrio della partita: un foglietto, caduto vicino alla linea di fondo. Quel "pezzo di carta", come lo ha definito qualcuno, sembra aver interrotto la concentrazione di Zverev, mentre Berrettini ha saputo approfittarne per consolidare il vantaggio. "A volte basta un attimo per cambiare tutto", ha commentato in conferenza stampa, senza voler attribuire al caso più meriti del dovuto.
Ma il momento più spettacolare è arrivato nel secondo set, quando i due hanno disputato uno scambio di 48 colpi, un’eternità nel tennis moderno, che ha lasciato senza fiato gli spettatori. Berrettini, con il suo martello da fondo campo, e Zverev, con la sua precisione chirurgica, hanno trasformato quel punto in un manifesto di resistenza fisica e mentale. Alla fine, è stato l’italiano a prevalere, dimostrando una freddezza che fino a poche settimane fa sembrava offuscata.
Tra le dichiarazioni post-partita, Berrettini ha voluto dedicare un pensiero a Jannik Sinner, attualmente fermo per infortunio. "Sono felice perché tornerà a Roma da numero uno del mondo", ha detto, sottolineando come il compagno di nazionale stia gestendo con maturità un periodo complicato. Un gesto che conferma il legame tra i due, al di là delle rivalità sportive.




