Sardegna Open, Berrettini spreca l’avvio e cede a Hurkacz: il polacco vola in semifinale
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Redazione Sport
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Il quarto di finale che tutti attendevano, quello che profumava di eroiche rimonte wimbledoniane del passato, si è infranto contro la sostanza di un polacco in versione “muratrice”. Al circolo di Monte Urpino, Matteo Berrettini ha pagato a caro prezzo un calo di tensione fisica e mentale, uscendo di scena dal Challenger 175 di Cagliari dopo una battaglia di quasi due ore. L’ex finalista di Wimbledon, nonostante un avvio sprint e un primo set dominato con il破 della sua diagonale di dritto, è stato rimontato da Hubert Hurkacz con lo score di 4-6, 6-3, 6. Per il polacco, numero sei del seeding, arriva così la prima semifinale in un Challenger dal lontano 2019; al contrario, per il romano resta l’amarezza per un’occasione mancata, sebbene la prestazione – a tratti – abbia ricordato gli antichi splendori.
La prima frazione: il break-lampo e il controllo del romano
L’inerzia del match, nei primi minuti, sembrava sorridere nettamente all’azzurro. Hurkacz, in possesso di un servizio che in carriera gli ha consentito di competere con i migliori, ha tentato subito l’allungo firmando l’1-0 con due ace consecutivi. La risposta di Berrettini è stata, però, di quelle che fanno tremare le fondamenta del campo: un vincente al servizio per l’1-1, seguito da una raffica di diritto incrociato che ha approfittato degli errori non forzati del rivale per firmare il break del 2-1. In quel frangente, il tennis dell’azzurro era una sintesi perfetta tra potenza e geometria; una volta ottenuto il vantaggio, Berrettini ha iniziato a macinare punti con la prima palla, perdendo lungo il percorso pochissimi turni di battuta (appena cinque punti al servizio persi nell’intero parziale, stando alle statistiche di campo). Il 6-4 finale è stato il logico epilogo di una mezz’ora di gioco dove Hurkacz, costretto a difendersi, non ha mai realmente impensierito il tennista di casa.
La rimonta: Hurkacz alza il ritmo e Berrettini si spegne
Il copione, però, è destinato a cambiare radicalmente nel secondo set. Hurkacz, forse consapevole che difficilmente avrebbe potuto bucare la battuta di un Berrettini così ispirato, ha deciso di alzare il numero di giri del motore proprio in risposta. Dopo aver annullato due pesanti palle break nel game inaugurale del secondo parziale – un momento che si rivelerà psicologicamente decisivo – il polacco ha iniziato a speculare sui colpi del romano. Muovendolo da destra a sinistra e obbligandolo a giocare più rovesci del dovuto, Hurkacz ha trovato il break che vale il 3. Da quel momento, la partita è entrata in un binario morto per Berrettini: l’energia sembrava venuta meno, la prima palla non viaggiava più con la stessa percentuale (si parla di un calo drastico nella percentuale di punti vinti con la prima nel prosieguo) e i gratuiti hanno iniziato a fioccare (28 alla fine per l’azzurro contro i 22 del polacco). Il 6-3 del secondo set è stato una formalità.
Il terzo set e lo scenario delle semifinali
Nel parziale decisivo, la sensazione era che Berrettini giocasse contro il tempo e contro la propria stanchezza. Dopo l’iniziale 1-1, Hurkacz ha operato il break decisivo nel terzo game, sfruttando un diritto fuori misura dell’italiano. Il polacco, da autentico “top player” in emergenza ranking, ha amministrato il vantaggio con la freddezza di un giocatore abituato ai palcoscenici che contano, salvando con successo l’unica palla break concessa all’azzurro nell’ottavo game, l’ultimo vero sussulto di orgoglio di Berrettini. Mentre il romano lascia il centrale tra gli applausi del pubblico, c’è però un’altra notizia che scalda i cuori degli appassionati italiani. La seconda semifinale del torneo sarà un derby tutto ligure: Matteo Arnaldi, che ha sofferto ma eliminato il portoghese Nuno Borges, affronterà la rivelazione Gianluca Cadenasso, vittorioso sul neerlandese De Jong. L’altro lato del tabellone vede invece proprio Hubert Hurkacz opposto all’argentino Roman Andres Burruchaga, tesserato proprio con il Tc Cagliari, in una semifinale che promette scintille.
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