Ucraina, attacco massiccio in Crimea con droni: esplosioni e blackout a Sebastopoli
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Redazione Esteri
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La penisola di Crimea è stata teatro nella notte di un massiccio attacco con droni, condotto dalle forze ucraine, che ha provocato una serie di esplosioni e diffusi blackout, gettando nel caos le principali città. Secondo quanto riportato dall'agenzia ucraina Rbc, citando fonti Osint (Open Source Intelligence), i velivoli senza pilota hanno preso di mira la regione da molteplici direzioni, concentrandosi su infrastrutture energetiche cruciali.
Le centrali termiche di Tavricheskaya e Balaklava, quest'ultima considerata tra gli impianti più importanti della penisola per la produzione di energia, sono state colpite, causando interruzioni di corrente su vasta scala che hanno lasciato Yalta completamente al buio per diverse ore e messo in ginocchio l'intera rete elettrica della regione.
L'obiettivo strategico: le infrastrutture energetiche e i depositi di carburante
L'operazione rientra in una strategia più ampia di Kiev volta a colpire le linee di approvvigionamento e le risorse che alimentano la macchina bellica russa. Oltre alle centrali elettriche, i droni hanno attaccato la principale sottostazione elettrica di Sebastopoli, colpendola più volte e lasciando l'intera città senza corrente, come confermato dal governatore filorusso Mikhail Razvozhayev.
Le incursioni hanno preso di mira anche depositi di carburante, come quelli della centrale termoelettrica di Kerch, e la stazione di distribuzione del gas di Simferopol, in un'offensiva coordinata che mira a paralizzare la logistica militare russa nella penisola. Il comandante delle forze ucraine per i sistemi senza pilota, Robert Brovdi, ha dichiarato che l'attacco ha colpito numerosi siti militari, tra operativi e in fase di progettazione, confermando la portata senza precedenti dell'operazione.
Il bilancio delle vittime e le reazioni delle autorità locali
L'attacco ha purtroppo causato vittime tra la popolazione civile. Il governatore della Crimea nominato da Mosca, Sergei Aksyonov, ha riferito che nel villaggio di Denisovka, a seguito delle esplosioni notturne, due persone hanno perso la vita, tra cui un bambino, e altre due sono rimaste ferite. Nonostante la gravità della situazione, le autorità locali hanno cercato di rassicurare la popolazione, con il governatore Razvozhayev che ha dichiarato: "Non ci lasceremo intimidire dalla mancanza di luce. abbiamo superato situazioni ben più difficili e sopravviveremo anche questa volta". Le dichiarazioni arrivano in un momento di crescente tensione, mentre le autorità di occupazione hanno già disposto la sospensione della vendita di carburante ai civili a partire dal 21 giugno, una misura che evidenzia le difficoltà logistiche causate dai continui attacchi ucraini.
L'offensiva a lungo raggio e le pressioni su Putin
Contemporaneamente agli attacchi in Crimea, le forze ucraine hanno intensificato la loro campagna di bombardamenti a lungo raggio contro obiettivi strategicamente rilevanti in profondità nel territorio russo. Il presidente Volodymyr Zelensky ha annunciato che le unità delle Forze di Difesa hanno colpito la raffineria di Poltava nella regione di Krasnodar, a circa 300 km dalla linea del fronte, e che i servizi di sicurezza (SBU) hanno preso di mira due raffinerie a Ufa, a 1.500 chilometri dal fronte.
Questi attacchi, che arrivano dopo i raid che avevano già colpito un impianto a Tjumén, in Siberia, e la raffineria di Kapotnya alla periferia di Mosca, stanno mettendo a dura prova le difese aeree e le riserve di carburante russe. Secondo funzionari della NATO, i crescenti attacchi ucraini contro Mosca e altre città russe minacciano la presa di potere di Vladimir Putin, aumentando la pressione interna su un Cremlino che fatica a proteggere la popolazione dalle conseguenze della guerra.




