Figlia di Meloni citata alla Camera, FdI chiede sanzioni per Ascari
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Redazione Interno
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Fratelli d'Italia ha chiesto provvedimenti disciplinari contro Stefania Ascari, deputata del Movimento 5 Stelle, dopo che Ilyas Abu Safiya, figlio di un medico palestinese detenuto in Israele, ha citato la figlia di Giorgia Meloni durante una conferenza stampa alla Camera. La richiesta ha provocato uno scontro tra maggioranza e opposizione nella seduta di Montecitorio del 3 novembre 2026. Il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha investito della questione il collegio dei questori.
Le parole di Abu Safiya e il riferimento alle Convenzioni di Ginevra
La controversia nasce dall'iniziativa organizzata il 29 ottobre dalla parlamentare pentastellata per chiedere la liberazione di Hussam Abu Safiya, pediatra palestinese ed ex direttore dell'ospedale Kamal Adwan, nel nord della Striscia di Gaza. Il medico era stato arrestato dall'esercito israeliano nel dicembre 2024, durante un'operazione militare nella struttura sanitaria. Israele lo sospetta di legami con Hamas, mentre organizzazioni internazionali per i diritti umani contestano la sua detenzione e chiedono che venga rimesso in libertà.
Nel suo intervento, pronunciato in arabo, il figlio del pediatra si è rivolto direttamente alla presidente del Consiglio: «Quando torna a casa e chiama sua figlia Ginevra, vorrei ricordarle le Convenzioni di Ginevra, che prevedono la protezione del personale sanitario». Il giovane ha poi spiegato il significato del paragone: «Come lei ama sua figlia e desidera vederla ogni giorno, io sento la mancanza di mio padre». Il riferimento alla bambina era inserito in un appello alla premier affinché intervenisse per favorire il ricongiungimento familiare.
Le dichiarazioni hanno provocato la reazione del partito della presidente del Consiglio, che considera inaccettabile il coinvolgimento di una minorenne in una controversia politica. A suscitare ulteriori proteste è stata la diffusione sui social di un'immagine della premier abbracciata alla figlia, accostata a una fotografia del medico palestinese con il proprio figlio. Secondo gli esponenti della maggioranza, l'accostamento ha trasformato una vicenda personale in uno strumento di pressione politica. Ascari ha respinto questa interpretazione, accusando gli avversari di aver isolato alcune frasi dal discorso originale, alterandone il significato.
La richiesta di sanzioni e lo scontro tra i deputati
A formalizzare la protesta in Aula è stata Sara Kelany, che ha richiamato l'articolo 60 del Regolamento della Camera. La deputata ha annunciato una lettera del capogruppo Galeazzo Bignami alla presidenza di Montecitorio, chiedendo di valutare la condotta della collega che aveva promosso l'iniziativa. Nel suo intervento ha sostenuto che le istituzioni parlamentari non debbano essere utilizzate da soggetti considerati vicini al terrorismo. Ha inoltre contestato il fatto che il discorso fosse stato pronunciato in lingua araba, sollevando interrogativi sul contenuto delle dichiarazioni rivolte ai presenti.
Alla richiesta di provvedimenti si è unito Edoardo Ziello, capogruppo di Futuro Nazionale Vannacci, che ha criticato la presenza degli ospiti all'interno della sede parlamentare. La discussione ha provocato proteste dai banchi dell'opposizione e applausi tra quelli della maggioranza. Il presidente di turno ha chiesto alla rappresentante di FdI di precisare il riferimento regolamentare della sua contestazione, distinguendo un richiamo alle norme interne da un intervento politico sull'ordine dei lavori.
La replica di Conte e le condizioni del medico detenuto
Giuseppe Conte è intervenuto in difesa della deputata del suo partito, denunciando quello che ha definito un «vergognoso killeraggio politico». Il leader pentastellato ha respinto le accuse rivolte alla parlamentare, ricordando il suo impegno sulla questione palestinese e i viaggi compiuti in Cisgiordania. Anche Riccardo Ricciardi, capogruppo del M5S, ha preso posizione contro Fratelli d'Italia, spostando il confronto sulle controversie politiche che riguardano il governo. Da Alleanza Verdi e Sinistra, Marco Grimaldi ha contestato la richiesta disciplinare, giudicando assurdo trasformare l'uso della lingua araba durante una conferenza in un elemento di sospetto.
Sulla vicenda del sanitario è intervenuta anche Amnesty International, che ha documentato la sua permanenza nelle carceri israeliane senza un processo e senza una formale incriminazione. In un aggiornamento pubblicato il 30 giugno 2026, l'organizzazione ha riferito che la Corte suprema israeliana aveva confermato il 16 giugno l'ultimo ordine di detenzione, prorogandolo almeno fino a ottobre. Il provvedimento si basa sulla legislazione israeliana relativa ai combattenti illegali. Amnesty ha inoltre denunciato la mancanza di cure mediche adeguate e il regime di isolamento imposto al pediatra dal 3 giugno.
Il caso era già stato sollevato presso le Nazioni Unite. Una comunicazione del gennaio 2025 della relatrice speciale sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati aveva espresso preoccupazione per la privazione della libertà del direttore dell'ospedale e per l'impossibilità di accedere a familiari e avvocati dopo l'arresto. Nel luglio successivo, Amnesty International ha riferito di ulteriori segnalazioni di maltrattamenti e torture, raccolte attraverso il legale del detenuto. L'organizzazione ha chiesto alle autorità israeliane di garantire la sua sicurezza e l'accesso all'assistenza sanitaria.
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