Caso Abu Safiya, Cirielli: «No al coinvolgimento della figlia di Meloni»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Edmondo Cirielli, di Fratelli d'Italia, ha espresso solidarietà alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e a sua figlia Ginevra dopo il caso Abu Safiya, esploso a seguito di una conferenza stampa alla Camera dei deputati. Secondo l'esponente di FdI, «la dialettica politica, anche quando aspra, non può mai giustificare il coinvolgimento dei figli e delle famiglie degli avversari». Cirielli ha definito l'accaduto «un episodio estremamente grave», che a suo giudizio dimostrerebbe come una parte dell'opposizione abbia «smarrito il senso della misura e del rispetto».

La conferenza alla Sala Stampa della Camera

L'incontro si è tenuto venerdì nella Sala Stampa di Montecitorio, su iniziativa della deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari, ed era intitolato «Libertà per il dottor Abu Safiya». Oltre al figlio del medico, Elyas, hanno partecipato Ammar Hamadneh, Samir Al Qariouty e Sergio Santinelli. A raccontare per primo la vicenda è stato il sito de Il Giornale, che ha parlato di un sermone in arabo pronunciato a difesa di un uomo accusato di essere un membro di alto livello di Hamas, con la parlamentare seduta al tavolo dei relatori.

Nel corso dell'intervento, trasmesso in diretta sui social con un post che annunciava un «messaggio urgente» alla premier, Elyas ha chiamato in causa la figlia minorenne di Meloni, Ginevra, chiedendo aiuto per la battaglia a favore del padre. Fratelli d'Italia ha reagito con durezza, facendo quadrato attorno alla presidente del Consiglio, mentre il Movimento 5 Stelle ha replicato accusando il partito di maggioranza di strumentalizzare l'episodio e di ribaltare la realtà.

Chi è Hussam Abu Safiya

Hussam Abu Safiya è un pediatra palestinese, direttore dell'ospedale Kamal Adwan, nel nord della Striscia di Gaza. È detenuto da Israele dal 27 dicembre 2024, giorno in cui l'esercito israeliano fece irruzione nella struttura portando via lui, altro personale e alcuni pazienti. Israele ha confermato l'arresto nei primi giorni di gennaio 2025, accusandolo di sospetto coinvolgimento in attività terroristiche e di appartenenza alla gerarchia di Hamas.

Organizzazioni per i diritti umani hanno segnalato indicazioni di maltrattamenti durante la detenzione, mentre a giugno 2026 un ricorso contro il suo fermo è stato respinto e, secondo quanto riportato dalla stampa, non gli sono state formalmente contestate imputazioni. Nel luglio successivo una ong lo ha descritto in pericolo di vita dopo circa diciotto mesi di carcere.

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