Raid israeliano a Khan Yunis, 38 morti, tra cui 14 bambini
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Redazione Esteri
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Nella notte tra giovedì e venerdì, un raid aereo israeliano ha colpito diverse strutture residenziali a Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza, causando la morte di almeno 38 persone, secondo quanto riportato da fonti mediche citate da Al Jazeera. Tra le vittime, 14 bambini, di cui 13 appartenenti alla stessa famiglia, sono rimasti soffocati dal fumo dei missili israeliani. Le immagini provenienti dal luogo del raid mostrano scene strazianti: molti corpi giacciono a terra nell'ospedale Nasser, mentre genitori e parenti disperati danno l'ultimo saluto alle vittime, già pronte per la sepoltura.
L'aviazione israeliana, sotto il comando del primo ministro Netanyahu, ha colpito anche il campo profughi di Jabalia, provocando 150 tra morti e feriti. Le scuole bombardate, i campi profughi colpiti dai missili e gli ospedali assediati rappresentano la triste cronaca del conflitto in Medio Oriente, dove ogni giorno si verificano incidenti che causano la morte di decine di civili. Nelle ultime 24 ore, Gaza è stata teatro di una serie di attacchi ai civili da parte delle forze israeliane, con decine di vittime, inclusi molti bambini, tra cui un bambino di undici mesi.
I soccorsi non possono operare nel Nord di Gaza a causa della minaccia di attacchi, della mancanza di carburante e di rifornimenti. Nell'area, più di 150 palestinesi, compresi bambini, sono stati uccisi o feriti in un attacco delle forze israeliane contro 13 edifici residenziali nel campo assediato di Jabalia durante la notte di giovedì. La situazione rimane critica, con le strutture sanitarie al collasso e la popolazione civile intrappolata in una spirale di violenza senza fine.




