Angelika Hutter, la donna della strage di Santo Stefano, è in fin di vita dopo essere stata investita

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Ventotto mesi dopo aver spezzato per sempre l'esistenza di tre persone sulle Dolomiti, Angelika Hutter si trova a lottare tra la vita e la morte in un letto di terapia intensiva. La cittadina tedesca, che aveva patteggiato una condanna a quattro anni e otto mesi per la tragedia consumatasi a Santo Stefano di Cadore nel luglio del 2023, è stata a sua volta travolta da un’automobile nel pomeriggio di lunedì 29 dicembre lungo un tratto della provinciale 19, a Ronco all’Adige, nella Bassa Veronese. Un incidente, quello di questi giorni, avvenuto in una zona particolarmente trafficata, che l'ha lasciata in condizioni gravissime, tanto da essere trasferita d'urgenza nel reparto di neurochirurgia dell'ospedale Borgo Trento a Verona, dove i medici hanno stilato una prognosi riservata.

La fuga dalla comunità e l'investimento

Secondo quanto ricostruito dai giornali, la dinamica che ha preceduto il nuovo dramma sarebbe strettamente legata alla sua situazione giudiziaria. Angelika Hutter, infatti, si trovava nella struttura “Don Girelli”, una comunità dove stava scontando – o forse terminando di scontare, considerata la durata della pena patteggiata – la condanna per la precedente tragedia. Da lì sarebbe fuggita, poco prima di finire sotto le ruote di un’auto sulla strada provinciale. Un epilogo che, al di là delle valutazioni di carattere giudiziario sulla fuga, riporta l'attenzione sui fatti di due estati fa, quando la sua vettura si abbatté su una famiglia in vacanza tra le montagne bellunesi.

La strage sulle Dolomiti nel 2023

Era il 6 luglio 2023 quando, nella località di Santo Stefano di Cadore, la guida dell'auto perse il controllo del mezzo, travolgendo con violenza tre persone che, purtroppo, non ebbero scampo. Le vittime, come accertato dal procedimento penale conclusosi con un patteggiamento, furono Marco Antoniello, quarantasette anni, suo figlio Mattia, che di anni ne aveva appena due, e Mariagrazia Zuin, la nonna del bambino, di sessantasette anni. Una tragedia che sconvolse profondamente l'opinione pubblica, non solo per la dinamica ma anche per la giovane età di una delle vittime, un bambino che aveva davanti a sé tutta una vita. La Hutter, dopo quelle morti, aveva accettato una pena definita in sede di giudizio, evitando un processo dibattimentale.

Le indagini sul nuovo incidente

Ora, gli investigatori sono chiamati a fare luce su quanto accaduto a Ronco all'Adige, dovendo chiarire ogni dettaglio della vicenda: dalle circostanze precise della fuga dalla comunità, che qualcuno potrebbe definire una sorta di “cerchio” tragico, alle dinamiche dell’investimento sulla provinciale. Si dovrà stabilire, tra l’altro, la condotta dell’automobilista che ha colpito la donna e verificare se esistano responsabilità, anche di tipo amministrativo, legate alla gestione della struttura da cui la Hutter era evasa. Intanto, la sua condizione clinica resta critica, mentre il ricordo della strage di Cadore e delle sue vittime torna drammaticamente d'attualità.

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