L'Italia del rugby batte ancora l'Australia, un'impresa a Udine piena di carattere
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Redazione Sport
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In una serata che ricorda, e supera, la storica impresa di Firenze di tre anni fa, la nazionale italiana di rugby ha nuovamente piegato l'Australia, imponendosi per 26-19 nel tempio del Bluenergy Stadium di Udine, in quello che rappresenta il primo appuntamento delle Quilter Nations Series. Un successo, il secondo in assoluto contro i prestigiosi Wallabies, che si è costruito non solo sul talento individuale, come i sedici punti messi a segno dal metronomo Paolo Garbisi e le mete di Ioane e Lynagh, ma soprattutto sulla reazione di una squadra capace di non spezzarsi di fronte alle avversità.
La reazione azzurra dopo la meta contestata
Dopo un avvio di partita di grande spessore, gli azzurri hanno infatti conosciuto un momento di difficoltà nella seconda frazione del primo tempo, durante il quale sono stati messi sotto sul piano del gioco e del possesso. L'episodio che avrebbe potuto segnare la svolta negativa è stato la meta di Carter Gordon, assegnata nonostante le vibranti proteste italiane per un'interpretazione arbitrale giudicata da molti al limite della controversia. Proprio in quel frangente, invece di afflosciarsi, il gruppo guidato da Gonzalo Quesada ha dato una risposta che va al di là della semplice prestazione sportiva, dimostrando un carattere e una solidità mentale che in passato spesso mancavano.
L'analisi di Quesada e il sostegno del pubblico
Sulla partita, finita con un punteggio che riflette la sostanziale parità ma premia la concretezza azzurra, si è espresso il commissario tecnico Gonzalo Quesada, il quale, pur rimarcando la necessità di "rimanere umili", ha sottolineato come la squadra abbia "gestito i momenti chiave con maturità". Quesada ha analizzato la vittoria riconoscendo alcune difficoltà nel mantenere il possesso del pallone, ma elogiando al contempo il lavoro della difesa, la quale "ha lavorato molto bene, senza frenesia, mantenendo una grande organizzazione per tutto l’incontro". Un concetto, quello della crescita collettiva, ribadito anche dal capitano di giornata Ignacio Brex, che ha voluto ringraziare il pubblico di Udine, definendo il suo sostegno un elemento "fondamentale" per spingere la squadra oltre la linea del traguardo.
Un successo costruito su disciplina e sacrificio
Se a Firenze si poté forse invocare l'intervento degli dei del rugby, la vittoria di Udine è stata invece il frutto di un percorso tangibile e di una prestazione completa. L'Italia si è presentata sul campo come una squadra immensa, spregiudicata nell'inventare gioco e lucida nelle scelte, ispirata in attacco e al tempo stesso stoica nel sacrificio difensivo. Quesada ha evidenziato come la squadra sia riuscita a "spingere l'Australia a commettere falli" e sia stata abile nelle rimesse laterali, segnali di una preparazione meticolosa e di una tattica rispettata alla lettera. Questo mix di qualità, che unisce la creatività alla disciplina più ferrea, delinea un ritratto di una nazionale in piena evoluzione, la cui maturità, come sottolineato dal CT, sta progressivamente arrivando.




