L'Italia del rugby ipoteca la seconda fascia, battuta l'Australia a Udine

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nel palcoscenico internazionale dei test match autunnali, la squadra italiana di rugby ha conseguito un successo di rilievo, imponendosi sull'Australia con un punteggio di 26-19 al Bluenergy Stadium di Udine, una vittoria che, sebbene riecheggi il risultato di Firenze di tre anni fa, si è distinta per la maturità dimostrata nel gestire le fasi critiche dell'incontro. Gli azzurri, dopo un avvio di grande intensità, hanno infatti subito la riaccensione dei Wallabies nella seconda parte del primo tempo, un periodo di pressione culminato in una meta degli ospiti, la cui regolarità è stata ampiamente discussa, che avrebbe potuto minare la compattezza del gruppo. La risposta fornita, invece, è stata quella di una compagine ormai strutturata, capace di non farsi travolgere dagli eventi e di riorganizzarsi con freddezza, un aspetto che il commissario tecnico Gonzalo Quesada ha sottolineato come segnale di una crescita tangibile.

La regia di Garbisi e le scelte vincenti

A guidare la squadra verso questo traguardo è stato un mediano d'apertura di altissimo livello, Paolo Garbisi, autore di una prestazione eccellente sia nella regia del gioco che nell'indiscutibile precisione al piede. Il giocatore, che non ricopre il ruolo di calciatore principale nel suo club, il Toulon, e in un contesto nazionale dove tale compito è spesso affidato a Tommaso Allan, ha realizzato sedici punti personali, centrando tutti e dodici i punti su calcio di punizione e trasformando le mete. Una scelta, quella di Quesada, che aveva suscitato qualche perplessità, lasciando appunto Allan e Page-Relo in panchina, ma che si è rivelata decisiva, dimostrando una profondità di organico e una fiducia nei giocatori che hanno prodotto i frutti sperati.

La difesa come architrave del successo

Oltre all'exploit individuale del mediano d'apertura, a risultare determinante è stato il lavoro collettivo in fase difensiva, un muro che ha progressivamente logorato l'iniziativa australiana. Quesada stesso ha evidenziato come, nonostante le difficoltà incontrate in alcuni frangenti nel mantenere il possesso del pallone, la difesa abbia operato con efficacia e senza cedimenti, mantenendo un'organizzazione impeccabile per la quasi totalità della partita. Questo ha permesso agli azzurri di esercitare una costante pressione tattica, spingendo gli avversari a commettere un numero significativo di falli, i quali, uniti a una rimessa in gioco sempre precisa, hanno costituito la base per costruire il successo.

Le prospettive per il ranking mondiale

La vittoria, con le mete realizzate da Ioane e Lynagh, assume un'importanza che travalica il singolo match, proiettandosi direttamente sulla scacchiera del ranking mondiale. Il trionfo contro i Wallabies ha infatti consentito all'Italia di consolidare la sua posizione, attestandosi al decimo posto e ipotecando di fatto l'accesso alla seconda fascia in vista del prossimo sorteggio per la Coppa del Mondo del 2027. L'obiettivo primario della finestra autunnale, che era quello di confermarsi saldamente tra le prime dodici nazionali, appare dunque a portata di mano, con la necessità di vincere la prossima sfida contro il Cile e di monitorare i risultati di Georgia, Galles e Giappone per rendere matematica la qualificazione alla fascia prestabilita.

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